Tentata estorsione mafiosa a Vibo: chieste tre condanne

Gli imputati sono accusati di aver chiesto il 5% del valore dell’appalto ad una ditta di Arena impegnata nei lavori della rete fognaria
Gli imputati sono accusati di aver chiesto il 5% del valore dell’appalto ad una ditta di Arena impegnata nei lavori della rete fognaria
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E’ arrivata la requisitoria con le richieste di pena per il l’operazione ‘Mbasciata, condotta dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, che si sta celebrando con rito abbreviato dinanzi al gup distrettuale di Catanzaro. Queste le richieste di condanna formulate dal pm della Dda, Andrea Mancuso, e dal pm della Procura di Vibo Valentia, Corrado Caputo: 5 anni e 4 mesi di reclusione per Domenico Franzone, 63 anni, di Vibo Valentia; 4 anni e 6 mesi per Emilio Pisano, 51 anni, di Ariola di Gerocarne; 4 anni e 6 mesi per Vincenzo Puntoriero, 66 anni, commerciante di Vibo Valentia. [Continua]

L’operazione, denominata “’Mbasciata”, è stata condotta dalla Dda di Catanzaro sulla scorta della denuncia presentata ai carabinieri di Arena dai due fratelli titolari di una ditta che, nel febbraio 2018, riferirono di essere stati avvicinati dagli imputati che gli avrebbero chiesto la cifra di 2.000 euro, corrispondente al 5% del valore dell’appalto, riferendo di essere stati inviati da “amici di Vibo”. Da qui il nome dato all’operazione eseguita dal Nucleo Operativo dell’Arma di Serra San Bruno. Gli imprenditori edili vittime della tentata estorsione sono due fratelli di Arena, che hanno trovato nei militari dell’Arma della locale  Stazione, diretti dal maresciallo Valerio Oriti, un punto di riferimento importante che li ha convinti a fidarsi dei carabinieri. 

Emilio Pisano

In particolare, i due imprenditori hanno denunciato che mentre stavano eseguendo un lavoro per il ripristino delle condutture fognarie nel capoluogo di provincia, ottenuto mediante affidamento diretto, sono stati avvicinati in almeno tre circostanze da Pisano e Puntoriero. In un’altra circostanza uno dei titolari della ditta che doveva eseguire i lavori a Vibo Valentia, sarebbe stato avvicinato, in una piazza del centro cittadino, tra gli altri, anche da Franzone

Vincenzo Puntoriero

Il reato contestato è quello di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Domenico Franzone, alias “Chianozzo”, è già stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Nuova Alba” contro il clan Lo Bianco di Vibo Valentia. A dicembre è stato nuovamente arrestato nell’operazione “Rinacita-Scott” ancora con l’accusa di associazione mafiosa. Emilio Pisano è invece il cognato del boss di Arena Antonio Gallace, quest’ultimo condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Russo ed anche gravato da una condanna definitiva nell’ambito dell’inchiesta “Luce dei boschi”.

Vincenzo Puntoriero, detto “Enzo”, originario di Rosarno ma residente da tempo a Vibo è stato anche lui – da ultimo – arrestato nell’inchiesta Rinascita-Scott con l’accusa di associazione mafiosa. Sempre in Rinascita-Scott è anche accusato del reato di corruzione in atti giudiziari unitamente alla moglie Carmela Cariello ed al boss Paolo Lo Bianco. L’avvocato Costantino Casuscelli assiste Domenico Franzone, mentre l’avvocato Sandro D’Agostino difende Emilio Pisano.

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