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Il vescovo annuncia la sospensione della Causa di beatificazione della mistica e la sua presenza alle celebrazioni del 23 agosto nella fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati 

Cronaca

È una lettera “confidenziale”, quella inviata dal vescovo Luigi Renzo ai cenacoli di preghiera “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” sparsi per il mondo, da cui si evince “che la causa di beatificazione di Natuzza è, purtroppo, momentaneamente sospesa”, pur essendoci allo studio con la segreteria del prefetto della Congregazione della fede “il modo di superare gli attuali ostacoli, che purtroppo si sono frapposti”. Il presule miletese intende quindi esprimere profonda amarezza e rincrescimento “per aver dovuto revocare nei giorni scorsi il decreto di approvazione dello statuto della fondazione dopo due anni di pazienti trattative e di tira e molla nella speranza di arrivare ad una determinazione condivisa”. Ribadita poi la “sofferenza” per la decisione e sottolineato il fatto che, comunque, nel provvedimento non ricadono assolutamente i cenacoli di preghiera, il cui statuto resta quello approvato nel 1999 dal predecessore monsignor Cortese. “Pur legati alla fondazione – rassicura nella missiva monsignor Renzo - i cenacoli hanno avuto e mantengono autonomamente il riconoscimento della chiesa diocesana. Voi, quindi, continuerete a svolgere regolarmente i vostri incontri, per il momento con la mediazione della parrocchia di Paravati, nel rispetto della volontà di Natuzza”.

 Questo senso ecclesiale il vescovo lo esplicita chiaramente nella "Premessa" agli articoli dello stesso statuto, di cui riporta qualche passaggio riportando le parole di Natuzza: "In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che quotidianamente ci chiede per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa"; Ed ancora: "E' necessario pregare la Madonna con il santo rosario, ubbidire alla chiesa, edificarci a vicenda con la carità, l'umiltà e il buon esempio". Quindi la conclusione: "I cenacoli vogliono vivere e operare all'interno della chiesa, come lievito, luce e sale, con lo spirito della prima comunità cristiana, che si trovava unita intorno all'insegnamento degli apostoli...".

 “Non può essere diversamente e non ci possono essere spaccature - ha aggiunto il vescovo - tra i cenacoli e la chiesa locale”.

 Luigi Renzo spiega ancora che alla Fondazione non sta chiedendo altro “che di poter fare il vescovo a servizio di questa chiesa locale, all'interno della quale si giustificano e sono vitali i cenacoli, come le altre aggregazioni laicali riconosciute. E' mio desiderio, d'altronde – aggiunge - rilanciare in maniera anche più organica ed ordinata la vostra presenza nelle diocesi italiane dove operate; ed è mia intenzione, con la collaborazione vostra, di prendere contatto con i vescovi d'Italia dove operate per segnalarvi ed eventualmente rendervi più visibili e soprattutto canonicamente riconosciuti. Non basta il solo riconoscimento di questa diocesi, anche se necessario. Tanti cenacoli potrebbero risultare attivi senza che il proprio vescovo locale sappia nulla e questo non è ecclesiale, né secondo norma. I Cenacoli sono parte viva della chiesa e devono essere riconosciuti ed inseriti a pieno titolo nella pastorale diocesana”.

 Annunciata l’intenzione di voler intrecciare un legame più stretto con le realtà di preghiera mariane sparse per il mondo, monsignor Renzo rassicura che non ci sta “nessun motivo di preoccupazione” e tutto con la Fondazione “si chiarirà e si definirà presto con l'aiuto del Signore e di mamma Natuzza. Abbiamo già programmato nei prossimi giorni un incontro con il suo Consiglio di amministrazione - rende noto al riguardo - al fine di trovare un accordo rispettoso delle parti. Partire bene adesso, aiuta a crescere senza equivoci domani. Intanto le celebrazioni assembleari alla Villa della Gioia continueranno ad esserci, possibilmente anche con la mia partecipazione”.

 Arriva a questo punto l’invito a stare tranquilli, “perché quello che sto tentando di fare non è per far fuori la Fondazione o per appropriarmi del suo patrimonio come qualcuno indebitamente e falsamente ha messo in giro, ma esclusivamente rilanciare a dimensione di chiesa la figura e la spiritualità di Natuzza e della sua opera, che appartengono a tutti. Se così non fosse – prosegue il prelato - non sarebbe possibile nemmeno avviare la sua causa di beatificazione, come stiamo cercando di fare. E' necessario, pertanto, che i rapporti di intesa e di collaborazione tra Diocesi e Fondazione siano chiari e definiti senza rischi per il futuro. Le cose scritte restano a perpetua memoria. Quello che sto facendo quindi non è a titolo personale, ma col conforto del Consiglio Presbiterale diocesano e soprattutto con la consulenza dell'ufficio giuridico della Conferenza Episcopale Italiana, della Nunziatura Apostolica in Italia, della Segnatura Apostolica (Tribunale supremo della Chiesa universale, non una semplice Commissione come qualcuno ha detto), della Segreteria di Stato Vaticano”.

 L’ulteriore rassicurazione giunge su una tematica molto sentita dai membri dei Cenacoli: la consacrazione della chiesa, “costruita con le vostre offerte ed i vostri sacrifici, di cui la Chiesa non può che esservi grata. Allo stato attuale però - spiega il prelato - essendo di proprietà privata, il codice di diritto canonico mi vieta di consacrarla. Sono pronto a farlo anche il giorno dopo che la chiesa verrà affidata alla Diocesi, come è naturale che sia, stabilendo le competenze di ciascuno con un "Disciplinare" redatto davanti al notaio”.

Arriva quasi in conclusione, invece, la preannunciata informativa che la causa di beatificazione di Natuzza è stata momentaneamente sospesa. “Io ho piena fiducia – rimarca monsignor Renzo - e vorrei che anche voi ne aveste. Dobbiamo pregare e soprattutto sforzarci tutti di seguire fino in fondo gli insegnamenti di Natuzza, senza diffidare gli uni degli altri. Grazie per quello che avete fatto e fate per il Signore, per il Cuore Immacolato di Maria e per Natuzza, ricordando proprio quello che lei stessa raccomandava: "Non cercare me. Alzate lo sguardo verso Gesù e la Madonna. Io sono con voi e prego". Il Signore e la Madonna vi ricompenseranno di tutto”. La lettera indirizzata dal vescovo ai cenacoli termina dando appuntamento a Paravati per la celebrazione del 23 agosto prossimo, benedicendo di cuore e chiedendo “di intensificare la preghiera perché il Signore ed il Cuore Immacolato di Maria ci guidino lungo la strada da loro voluta”.

Per domani mattina, intanto, il presule ha indetto una conferenza stampa proprio “sugli argomenti riguardanti Paravati”.

 

Lacnews24.it
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