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A Paravati circa duemila pellegrini, provenienti anche da fuori regione. All’orizzonte, l’arrivo di un commissario ad acta per la fase di transizione

Cronaca

“Le prospettive che si aprono sono buone e spero di potervi dare notizie positive già a novembre. Grazie per la vostra presenza numerosa, segno prezioso del vostro attaccamento a Mamma Natuzza, malgrado i venti di tempesta di questi ultimi giorni. Al riguardo vi dico che siamo sulla buona strada per arrivare ad una soluzione rispettosa delle parti e di questo ringrazio il consiglio di amministrazione per la disponibilità che sta mostrando. Lavorare insieme per la stessa causa fa bene a tutti”. Queste le parole pronunciate questa sera da monsignor Luigi Renzo nella spianata della Villa della Gioia di Paravati, ad introduzione della messa celebrata in occasione dell’anniversario della nascita di Natuzza Evolo. Concetti importanti, che confermano che la strada per una risoluzione dei contrasti tra diocesi e fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, sfociati nella bocciatura delle riforme dello statuto richieste dal presule e nella conseguente revoca del decreto di religione e di culto, sembra appianarsi.

Poco prima della sacra funzione il consiglio aveva deciso di aggiornarsi a venerdì prossimo, vista l’indisponibilità di uno dei suoi componenti. All’orizzonte, si profila l’arrivo di un commissario ad acta che curi ed abbrevi la delicata fase di transizione. All’appuntamento di oggi hanno partecipato circa duemila pellegrini, provenienti anche da altre regioni. Ad accoglierli, un sostanzioso servizio di controllo delle Forze dell’ordine, frutto delle nuove disposizioni antiterroristiche, ma non i soliti volontari della Cittadella di Maria. Sul sagrato della chiesa adibito ad altare, al fianco del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, numerosi sacerdoti, tra cui il direttore spirituale di Mamma Natuzzan, padre Michele Cordiano. Assente, invece, l’ex presidente della fondazione don Pasquale Barone.  Ai lati, diversi figli e nipoti dell’umile mistica calabrese, morta nel giorno di Ognissanti del 2009. Nella sua omelia, monsignor Renzo ha proseguito sulla strada tracciata ad inizio funzione. “

Per Natuzza - ha affermato - dobbiamo essere pronti ad ogni sacrificio per un bene superiore, ricordando come lei sia stata capace di ogni sacrificio pur di vivere intensamente il suo amore a Gesù, al Cuore Immacolato di Maria, alla Chiesa, alle persone sofferenti nel corpo e nello spirito”. Quindi, il parallelismo con san Massimiliano Kolbe, morto nel campo di concentramento di Auschwitz dopo aver chiesto ed ottenuto di prendere il posto di un padre di famiglia. “Mi piace richiamarlo per un’affinità che ho riscontrato con la vita di Natuzza. Contemporaneamente alla sua vicenda, a Paravati Natuzza visse il suo martirio di amore, in obbedienza al vescovo Paolo Albera che la fece internare in manicomio. Conosciamo la storia e l’umiltà con cui Natuzza seppe affrontare e sopportare quel momento difficile della sua giovinezza: all’epoca aveva solo 17 anni”. Infine, l’auspicio finale con il ricordo dell’umile donna, “che oggi facciamo affettuosamente nel giorno della sua nascita sulla terra, ci sia da stella polare e da orientamento per arrivare anche noi alla meta del cielo. Lasciamoci guidare da lei – ha concluso il vescovo – lasciamoci condurre per mano, tranquilli e sicuri sotto la sua guida e sotto il manto del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime. Saranno loro a provvedere a tutto, allontanando ogni angustia e difficoltà e venendo prontamente in soccorso delle nostre necessità corporali e spirituali”. Al termine della messa, i pellegrini si sono spostati nella vicina Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca”, per fare visita e sostare in preghiera presso la tomba di Mamma Natuzza, prima di far ritorno ai luoghi natii.

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