Narcotraffico con Messina e Patti: scarcerati due vibonesi

A luglio sono rimasti coinvolti in un’inchiesta della Dda su un’organizzazione dedita allo smercio di sostanze stupefacenti

A luglio sono rimasti coinvolti in un’inchiesta della Dda su un’organizzazione dedita allo smercio di sostanze stupefacenti

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Lasciano il carcere i vibonesi Antonio Di Costa, 26 anni, di Santa Domenica di Ricadi e Giuseppe Mazzone, 49 anni, di San Calogero. Sono state infatti accolte dal gip di Messina (giudice Tiziana Leanza) le istanze difensive (avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino per Di Costa e avvocato Giovanni Vecchio per Mazzone) con cui si chiedeva l’applicazione degli arresti domiciliari e la revoca della custodia cautelare in carcere.

Informazione pubblicitaria

I due vibonesi erano rimasti coinvolti in una vasta operazione antidroga denominata “Scala Reale” che ha interessato oltre la provincia di Messina anche quelle di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Nel luglio scorso era stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere dal gip del Tribunale di Messina, su richiestadella locale Dda. Le accuse riguardavano la partecipazione ad un’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti anche a minori, nonché detenzione illegale di armi da fuoco. 

 La Dda di Messina ipotizza l’esistenza di un collegamento con le articolazioni territoriali della ‘ndrangheta reggina e vibonese, che gestiva una larga fetta dello smercio di marijuana e cocaina nella zona di Patti e nei centri vicini. Gli indagati, oltre che gestire una propria fiorente rete di spaccio ad dettaglio nella rispettiva zona di residenza, avrebbero costituito anche un ulteriore canale di fornitura ad altri spacciatori dell’hinterland tirrenico della provincia peloritana dello stupefacente, proveniente interamente dalla Calabria dove i vertici del sodalizio sgominato potevano contare su stabili e consolidati rapporti “commerciali” con persone contigue alla ‘ndrangheta di Vibo Valentia e Rosarno.

Il provvedimento cautelare, emesso dal gip Tiziana Leanza, su richiesta dei pm Vito Di Giorgio e Angelo Vittorio Cavallo, aveva riguardato anche i due vibonesi che ora lasciano il carcere per essere sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

 ‘Ndrangheta: dodici arresti fra Vibo, Reggio e Messina (NOMI/VIDEO)