Rinascita-Scott: ordinanze annullate dal Riesame, liberi cinque vibonesi

Decisioni del Tdl per imputati di Vibo, Mesiano, Pizzo, Stefanaconi e Briatico in accoglimento dei ricorsi della difesa
Decisioni del Tdl per imputati di Vibo, Mesiano, Pizzo, Stefanaconi e Briatico in accoglimento dei ricorsi della difesa
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rimesso in libertà cinque indagati dell’operazione antimafia Rinascita-Scott. Lascia i domiciliari Antonio Lopez Y Royo, 46 anni, di Vibo Valentia, difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio. In tale caso il Riesame ha annullato l’ordinanza dopo che nel luglio scorso la Cassazione, sempre in accoglimento di un ricorso dell’avvocato Giovanni Vecchio, aveva annullato senza rinvio l’aggravante mafiosa nei confronti di Antonio Lopez Y Royo, accusato insieme agli imprenditori Mario e Maurizio Artusa, Gianfranco Ferrante ed Emma Scarpino del reato di turbata libertà degli incanti, mentre insieme a Mario Artusa è indagato anche per il reato di trasferimento fraudolento di valori per l’intestazione fittizia di  un’auto. Altra contestazione si riferisce invece al reato di ricettazione.

Sempre in accoglimento delle argomentazioni difensive dell’avvocato, Giovanni Vecchio, lascia i domiciliari e torna libero anche Francesco Isolabella, 71 anni, imprenditore, originario di Pizzo ma residente a Francavilla Angitola, nei confronti del quale la Suprema Corte il mese scorso aveva annullato con rinvio l’ordinanza cautelare disponendo un nuovo giudizio dinanzi al Tribunale del Riesame di Catanzaro. Isolabella nel gennaio scorso era passato dal carcere agli arresti domiciliari Francesco Isolabella, accusato del reato di trasferimento fraudolento di valori, aggravato dalle finalità mafiose. Secondo l’accusa, Saverio Razionale e Gregorio Gasparro di San Gregorio d’Ippona (soci occulti) – con il concorso di Francesco Isolabella, amministratore della Futura srl, società deputata alla gestione della sala ricevimenti del Mocambo – al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale, avrebbero attribuito la titolarità formale della società a Caterina Pettinato, 40 anni, di Francavilla Angitola. 

Francesco Isolabella è poi accusato di concorso in abuso d’ufficio con l’aggravante delle finalità mafiose unitamente all’ex sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, al comandante dei vigili Enrico Caria, a Maurizio FiumaraGregorio GasparroSaverio Razionale Daniele Pulitano Maria Alfonsina Stuppia (dirigente dell’Urbanistica di Pizzo) e all’ex assessore ai servizi sociali ed all’Urbanistica Pasquale Marino. Il 19 giugno 2015 l’ufficio Urbanistica del Comune di Pizzo aveva emesso un’ordinanza di revoca dell’agibilità dei locali del Mocambo per mancanza di regolare allaccio alla rete fognaria.Il 26 giugno 2017, quindi, veniva revocata alla società Futura srl l’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande e l’autorizzazione di affittacamere al locale “Mocambo”. [Continua]

Informazione pubblicitaria
Giovanni Franzè

Il Tribunale del Riesame, sempre in sede di giudizio di rinvio disposto dalla Cassazione, in accoglimento di un ricorso proposto dall’avvocato Giuseppe Bagnato, ha poi annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Franzè, 57 anni di Stefanaconi. Era stato arrestato per usura aggravata dalle modalità mafiose. In particolare, i collaboratori di giustizia lo indicano come soggetto che svolgeva attività usuraria nell’interesse della cosca Lo Bianco-Barba di Vibo Valentia.

Pasquale Tavella

Il Tribunale del Riesame ha annullato anche l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Tavella Pasquale, 34 anni, di Paradisoni di Briatico, accusato di concorso esterno nell’associazione mafiosa del clan Mancuso di Limbadi. In precedenza dal carcere era passato ai domiciliari fuori regione ed ora ritorna in totale libertà in accoglimento di un ricorso degli avvocati Giuseppe Bagnato e Francesco Sabatino. Pasquale Tavella, secondo l’accusa, svolgendo la propria attività lavorativa all’interno di un’officina con sede a Vibo Valentia, avrebbe collaborato attivamente con gli associati del locale di ‘ndrangheta dei Mancuso di Limbadi offrendo loro un costante e concreto ausilio nel reperire ed ottenere autovetture sempre diverse, in modo da rendere più complesse e difficoltose le ricerche della polizia giudiziaria, oltre che la bonifica di autovetture dove erano collocate le microspie.

Nicolino Pantaleone Mazzeo

Annullata infine anche l’ordinanza emessa nei confronti di Nicolino Pantaleone Mazzeo, 50 anni, di Mesiano di Filandari, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Daniela Garisto. In precedenza la Cassazione aveva annullato con rinvio il reato di associazione mafiosa (clan Accorinti di Zungri), mentre per il reato di furto l’ordinanza era stata annullata senza rinvio. Mazzeo ha così lasciato il carcere ed è tornato in libertà.

LEGGI ANCHE: Rinascita-Scott: il clan Lo Bianco-Barba a Vibo, ruoli e gerarchie

Rinascita-Scott: la ‘ndrina dei Cassarola a Vibo Valentia, ruoli e gerarchie