Capitaneria di Porto, Giuseppe Spera lascia il comando – Video

Il bilancio dopo due anni di attività in una lunga video-intervista. Dalla depurazione alle occupazioni abusive del suolo demaniale. Un lavoro intenso svolto senza rinunciare mai alla sicurezza in un complicatissimo periodo segnato dalla pandemia
Il bilancio dopo due anni di attività in una lunga video-intervista. Dalla depurazione alle occupazioni abusive del suolo demaniale. Un lavoro intenso svolto senza rinunciare mai alla sicurezza in un complicatissimo periodo segnato dalla pandemia
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Il comandante Giuseppe Spera

di P. C.

Due anni per lasciare un’impronta del suo passaggio. Giuseppe Spera si appresta a cedere il comando della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina per approdare tra i ranghi del Comando generale. Pugliese di nascita, sardo d’adozione, metodico e pragmatico. Giunto in Calabria alla guida di un compartimento che abbraccia la costa tirrenica nel tratto compreso tra Nicotera e Maratea, quindi tra due regioni, Calabria e Basilicata, proveniva da Bruxelles, in forza alla Direzione generale degli affari marittimi e della pesca della Commissione europea come policy officer.

Laureato in legge, avvocato che ha scelto la carriera militare, si può dire che anche lui rientrasse nel novero di quei «migliori» (copyright Nicola Gratteri) che lo Stato ha mandato qui, nel profondo Sud, per dare un segnale forte della sua presenza. [Continua]

«Prendete Scalea – spiega – come può un depuratore concepito per servire una popolazione di ventimila abitanti, essere efficiente davanti ad un territorio che in estate raggiunge le centomila presenze?». La domanda, tutt’altro che retorica, con semplicità spiega il motivo per cui il sistema di depurazione, lungo la costa tirrenica calabrese, sia tutt’altro che efficiente: e dalla Costa degli cedri alla Costa degli dei, è un mal comune. È un difetto genetico, pertanto, quello che affligge il Tirreno. Estrema sintesi del pensiero di un comandante, Giuseppe Spera, che dal suo ufficio ha offerto alle Procure competenti, iniziando da quella di Vibo Valentia, anche una validissima attività di polizia giudiziaria in tema di tutela ambientale.

Ha guidato quasi duecento tra donne e uomini nell’anno del Covid, fase nella quale sicurezza sul lavoro, per chi deve rispettare e far rispettare le regole senza rinunciare mai al buonsenso, è stata fondamentale. E l’anno del Covid – che ha registrato un incremento della mobilità degli italiani, i quali si sono autoimposti un turismo di prossimità rinunciando ai viaggi all’estero – è stato anche quello nel quale il personale della Capitaneria di Vibo Valentia hanno restituito chilometri di spiagge ai cittadini, una volta sgomberati da lidi abusivi ed occupanti in pianta stabile senza titolo.

Attività spesso silente ma di grande efficacia. La soddisfazione di aver fatto bene e di andar via senza rimpianti. Un bilancio che il comandante Spera ha tracciato in questa video-intervista alla nostra redazione.