Sorveglianza: annullato l’aggravamento per il boss Luigi Mancuso

La Corte d’Appello di Catanzaro riporta la misura per il capo indiscusso del clan di Limbadi a quella originaria del 1997

La Corte d’Appello di Catanzaro riporta la misura per il capo indiscusso del clan di Limbadi a quella originaria del 1997

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La Corte d’Appello di Catanzaro, accogliendo l’appello proposto dagli avvocati Francesco Sabatino e Giancarlo Pittelli, ha disposto l’annullamento del decreto con il quale il Tribunale di Vibo Valentia aveva disposto l’aggravamento della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nella misura massima di cinque anni nei confronti di Luigi Mancuso, 66 anni, boss indiscusso dell’omonimo clan di Limbadi.

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Il Tribunale di Vibo Valentia, oltre a valutare il curriculum criminale di Mancuso, aveva tenuto in considerazione anche la circostanza che lo stesso Luigi Mancuso a far data dal giugno 2014 si fosse reso irreperibile violando in maniera continuata la misura fino al 14 agosto scorso quando è stato arrestato dai carabinieri.

Anche quest’ultima vicenda si era conclusa favorevolmente per Luigi Mancuso per il quale il giudice in sede di convalida non aveva applicato alcuna misura cautelare.

Il provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro riporta quindi la misura in quella originariamente applicata nel 1997 quando Luigi Mancuso era già sottoposto ad un periodo di detenzione per scontare una condanna definitiva per associazione mafiosa e narcotraffico. E’ stato scarcerato nel 2012 dopo 19 anni di ininterrotta detenzione.

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