mercoledì,Giugno 16 2021

Rinascita-Scott, Pittelli lascia il carcere per i domiciliari

Decisione del Tribunale del Riesame di Catanzaro. Disposta inoltre l’applicazione del braccialetto elettronico

Rinascita-Scott, Pittelli lascia il carcere per i domiciliari

Lascia il carcere di Nuoro – dove si trovava detenuto in seguito all’arresto nella maxi-operazione Rinascita-Scott – per gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, l’avvocato GiancarloPittelli accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La decisione è del Tribunale del Riesame di Catanzaro in accoglimento di un’istanza degli avvocati Guido Contestabile, Salvatore Staiano e Vincezo Galeota, sull’affievolimento delle esigenze cautelari. Il processo per lui si aprirà il 9 novembre prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Pittelli andrà ai domiciliari nella sua abitazione di Copanello di Stalettì.

Pittelli è accusato di aver messo a disposizione dei clan del Vibonese, come i Mancuso di Limbadi e Nicotera ed i Razionale-Fiarè-Gasparro di San Gregorio d’Ippona, i suoi “canali” ed i suoi “agganci” per rafforzare il loro potere mafioso. In particolare, l’avvocato Pittelli nella sua qualità «di avvocato e di massone – e, in quanto tale, di soggetto portatore di un rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale e del mondo imprenditoriale e delle professioni, caratterizzati da vincoli di fratellanza e reciproca riconoscenza – è indicato quale risolutore dei più svariati problemi dei clan «sfruttando le enormi potenzialità derivanti dai rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni o della pubblica amministrazione, in particolare delle forze dell’ordine, e, quindi, dalle illimitate possibilità di accesso a notizie riservate». Si sarebbe creato, secondo l’accusa, una sorta di circolare rapporto “a tre” tra il politico/ professionista/faccendiere, l’operatore di impresa e la cosca mafiosa, in cui il primo ottiene e concede favori, in forza dei suoi legami con le istituzioni e la ndrangheta, fungendo da “cerniera” tra i due mondi, il secondo cresce o risolve problemi grazie all’influenza mafiosa ed alla politica collusa, e la terza rafforza il suo radicamento nel tessuto politico ed economico.

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