Rinascita-Scott: per il Riesame nessun reato per il notaio Comerci e gli altri indagati

Il Tdl rigetta le misure cautelari chieste dalla Dda di Catanzaro e sottolinea la liceità dell’intera operazione di donazione
Il Tdl rigetta le misure cautelari chieste dalla Dda di Catanzaro e sottolinea la liceità dell’intera operazione di donazione
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Il Tribunale del Riesame ha rigettato l’appello depositato dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Cristiano Gallone, 50 anni, di Nicotera (difeso dall’avvocato Francesco Capria), Annunziata Gerace, 46 anni, di Nicotera (avv.Francesco Capria), Francesco Gerace, 42 anni (avv. Francesco Capria), del notaio Sapienza Comerci, 70 anni, di Vibo Valentia (avv. Giovanni Vecchio), Fabio Scalamandrè, 44 anni, Pasquale Gallone, 60 anni, di Nicotera Marina (avvocati Francesco Sabatino e Paride Scinica) e Rosalba Perdifio, 56 anni, di Nicotera (avv. Scinica e Sabatino).

Sono tutti imputati nell’ambito dell’inchiesta Rinascita-Scott e nei loro confronti la Dda ha non solo avanzato al gup richiesta di rinvio a giudizio ma aveva chiesto l’applicazione di una misura cautelare per tale specifica vicenda oggetto del capo di imputazione. Il Tribunale del Riesame, però, che ha accolto le argomentazioni difensive, ha sostenuto che non può ritenersi provato, neppure a livello di gravità indiziaria, il fatto che il notaio abbia attestato una circostanza contraria al vero in quanto non risulta dimostrata l’incapacità del donante al momento dell’atto di donazione. Peraltro, aggiunge il Tribunale del Riesame, non si ravvisano concreti profili di illiceità penale nelle condotte poste dagli altri indagati.

Secondo la Dda, invece, Cristiano Gallone, Annunziata Gerace, Pasquale Gallone e  Rosalba Perfidio in qualità di co-ideatori, co-promotori e co-organizzatori; Francesco Gerace (contraente), Fabio Scalamandrè e Francesca Comito (testimoni) avrebbero collaborato con il notaio Sapienza Comerci a falsificare un atto di donazione tra Francesca Gerace (donante) e Francesco Gerace (donatario), avente ad oggetto un immobile a Nicotera. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare la cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso. Una vicenda che risale al 30 marzo del 2017 e che per i giudici del Riesame non costituisce nessun reato, meno che mai per una misura cautelare.