“Scontro” in Tribunale a Vibo Valentia: il presidente Filardo “richiama” il giudice Monaco

Al termine dell’udienza del processo “Purgatorio”, la lettura di un’ordinanza con la quale viene “bacchettata” la presidente della sezione penale per la fissazione di alcuni dibattimenti

Al termine dell’udienza del processo “Purgatorio”, la lettura di un’ordinanza con la quale viene “bacchettata” la presidente della sezione penale per la fissazione di alcuni dibattimenti

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Se non è “scontro” aperto poco ci manca. Comunque lo si voglia chiamare, ciò che è accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì, a conclusione dell’udienza  del processo “Purgatorio”, non ha precedenti all’interno del palazzo di giustizia vibonese. Sono le ore 18.00 ed al nuovo Tribunale di via Lacquari è appena terminata la requisitoria del pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, per quanto attiene la posizione dell’avvocato Antonio Galati, accusato di associazione mafiosa ed imputato insieme agli ex vertici della Squadra Mobile di Vibo, Maurizio Lento ed Emanuele Rodonò (che rispondono invece di concorso esterno in associazione mafiosa). Prima di chiudere l’udienza e rinviare per la requisitoria del pm in ordine alle posizioni dei due poliziotti, il presidente del Collegio del processo “Purgatorio”, Alberto Nicola Filardo, che è anche presidente dell’intero Tribunale, legge un’ordinanza. 

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Breve ma destinata a fare parecchio “rumore”. Eccola: “Rilevato che il giudice Lucia Monica Monaco, seppure informata del presente processo, ha ritenuto di dover rinviare il processo Overing, il processo con imputati Santaguida e Cannizzaro, nonché il processo nei confronti di Lo Bianco e altri, all’udienza del 4 dicembre 2017, senza preventivamente informare l’ufficio di presidenza; considerato che il processo Overing riguarda imputati in stato cautelare, sentito il pm e le difese, sospende il processo (Purgatorio) e lo rinvia al 5 dicembre alle ore 14.00. Rilevato altresì – ha continuato il presidente Filardo – che occorre consentire alle forze dell’ordine di programmare senza disagi i servizi di polizia a tutela delle attività processuali, si dispone che il presente processo venga celebrato nella sede di corso Umberto I. Si dispone che copia del presente verbale venga trasmessa all’ufficio di presidenza per i provvedimenti di competenza”.

In altre parole, per il presidente del Tribunale di Vibo, Alberto Filardo, la presidente della sezione penale Lucia Monaco, pur sapendo del processo Purgatorio, ha fissato alcuni processi (Overing, Lo Bianco, Cannizzaro-Santaguida) a lunedì prossimo non informando l’ufficio di presidenza (cioè lo stesso Filardo), costringendo così di fatto il Collegio (presidente Filardo, a latere i giudici Raffaella Sorrentino e Graziamaria Monaco) a non poter utilizzare il nuovo palazzo di giustizia di via Lacquari per la giornata di lunedì ed a rinviare la requisitoria del pm Frustaci a martedì prossimo nell’aula del secondo piano del vecchio Tribunale. Un “modus operandi”, quello della presidente della sezione penale Lucia Monaco, che non pare sia affatto piaciuto al presidente del Tribunale Alberto Filardo, tanto da disporre che copia del verbale – letto ieri al termine del processo “Purgatorio”- venga trasmessa dalla cancelleria al suo ufficio per i “provvedimenti di competenza”.

Aria “tesa”, dunque, all’interno del Tribunale di Vibo Valentia, non nuovo in passato a “scontri” fra magistrati (spesso minimizzati all’esterno dagli stessi) e dove, probabilmente, il “meglio” (o peggio, a seconda dei casi) deve ancora essere scritto. Chi vivrà, vedrà.