Il Comune di Vibo rimuove i pozzetti fognari usati come blocchi anti-terrorismo

Dopo le polemiche il sindaco Costa dà ordine di sostituirli con panchine e fioriere: «Era una soluzione provvisoria». La Gamba: «La sinistra critica ma è colpa sua se viviamo così»

Dopo le polemiche il sindaco Costa dà ordine di sostituirli con panchine e fioriere: «Era una soluzione provvisoria». La Gamba: «La sinistra critica ma è colpa sua se viviamo così»

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Brutti e inutili. Quei pozzetti delle fogne gettati a casaccio sul corso principale di Vibo Valentia non avrebbero fermato di certo un terrorista intenzionato a piombare con un mezzo sulla strada dello struscio natalizio. Al massimo avrebbero potuto muoverlo a pietà, convincendolo a desistere dal colpire una città messa già così male da essere costretta a ricorrere a dei blocchi anti-intrusione improvvisati, utilizzando quello che passa il convento.

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A meno di 48 ore dalla posa (intesa proprio come “posa qua e adiamo avanti”) lungo corso Vittorio Emanuele di una ventina di pozzetti di cemento, solitamente usati per creare punti di accesso alle infrastrutture fognarie presenti sotto il manto stradale, il Comune fa marcia indietro e li rimuove, sostituendoli con fioriere e panchine.

Contrastando a botte di paracetamolo la brutta influenza che in questi ultimi giorni l’ha messo fuori combattimento, il sindaco Elio Costa si è rimesso in piedi e ha deciso che non si poteva aspettare, nonostante sia domenica. Troppe le polemiche che si sono scatenate negli ultimi due giorni per quegli obbrobri buttati come un lancio di dadi di cemento nel cuore commerciale della città, che ha già visto negli ultimi anni numerose serrande abbassarsi per non essere più rialzate.

«I pozzetti erano stati messi provvisoriamente – prova a smussare Costa -. Bisognava adempiere urgentemente a una direttiva del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. La priorità era impedire che malintenzionati potessero accedere alla strada con auto o furgoni. Poi ieri sera, nonostante l’influenza, ho voluto rendermi conto con i miei occhi della situazione e ho constatato che la soluzione adottata non era quella giusta, quindi ho dato immediate disposizioni affinché i pozzetti venissero rimossi e sostituiti con panchine e fioriere, come era nelle intenzioni iniziali».

La fretta di seguire le direttive della Prefettura, dunque, sarebbe stata una cattiva consigliera per il comandante della polizia municipale Filippo Nesci e l’assessore al Commercio Francesco Pascale, che hanno dato fondo alle scorte di magazzino arrangiandosi con quello che era disponibile, i pozzetti stradali appunto.

Molto soddisfatto per il contrordine dell’Amministrazione è il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Giovanni Russo, tra i primi a insorgere contro i cubetti della vergogna, «che oltre ad essere bruttissimi – rimarca – non sarebbero serviti a nulla perché al primo urto possono andare in frantumi essendo costruiti per altri scopi».

Chi invece tenta di buttarla in (geo)politica, nonostante l’apprezzabile mea culpa del Comune che è tornato sui suoi passi, è l’ex vice sindaco Pasquale La Gamba, entrato recentemente nell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia come delegato del vibonese. 

«In queste ore – afferma – monta la polemica in città e ci si preoccupa della qualità e della resistenza dei blocchi di cemento che dovrebbero garantire la sicurezza ai pedoni che passeggiano su corso Vittorio Emanuele III. La cosa che più preoccupa è che ad alimentare la polemica sono gli uomini e gli esponenti del Pd e del centro sinistra che, grazie alle politiche migratorie incontrollate, hanno fatto diventare l’Italia un paese insicuro e incerto. Io non posso tollerare che mio figlio debba vivere con la paura di un attentato terroristico, alimentato dalla cultura buonista e radical chic di chi oggi critica la qualità delle barriere». 

Ok, ma quelli di cui si parla non erano barriere. Erano pozzetti per le fogne…

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