Tentata rapina a Filogaso: il gip non convalida i tre fermi

Rimesse immediatamente in libertà le tre persone di Acquaro finite in carcere. Difetto di gravità indiziaria ed assenza del pericolo di fuga

Rimesse immediatamente in libertà le tre persone di Acquaro finite in carcere. Difetto di gravità indiziaria ed assenza del pericolo di fuga

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Arresto non convalidato da parte del gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, per i tre giovani di Acquaro fermati mercoledì scorso dai carabinieri di Vibo e Maierato con l’accusa di tentata rapina impropria ai danni di alcuni abitanti di Filogaso. Il giudice, non convalidando il fermo, ha quindi disposto l’immediata liberazione dei fratelli Francesco e Giuseppe Tarzia, di 35 e 39 anni, e di Sandro Ganino, 33 anni, che hanno già lasciato il carcere.

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Per il giudice manca dagli atti il pericolo di fuga degli indagati in quanto a distanza di circa due settimane dalla tentata rapina si trovavano nelle rispettive abitazioni. Da qui la mancanza degli elementi – ad avviso del giudice – per convalidare il fermo. 

Quanto al merito delle contestazioni, per il gip vi sono delle rilevanti differenze tra la ricostruzione della dinamica del fatto fornita da una delle persone aggredite in sede di denuncia e quella incidentalmente riportata in sede di ricognizione: mentre nella prima ricostruzione, temporalmente più vicina ai fatti, la vittima riferiva di aver visto solo due soggetti uscire dall’abitazione di corso Umberto I a Filogaso e di aver tentato di fermare uno dei due e di essere stato colpito dall’altro, e di aver notato due soggetti a bordo dell’auto sulla quale salivano poi i primi due, il 18 dicembre la stessa persona riferiva che dall’abitazione della zia erano in tre a fuggire (l’uomo che lo colpiva, l’uomo che la persona aggredita tentata di fermare ed un terzo soggetto). In sede di denuncia, la stessa persone aveva inoltre dichiarato di non essere in grado di riconoscere i malviventi. 

La seconda ricostruzione offerta dalla persona aggredita – quella percui egli si sarebbe imbattuto in tre persone che uscivano dalla casa di via Umberto I – per il giudice contrasta invece con quanto riferito da altro testimone che ha sì riconosciuto i due fratelli Tarzia , dichiarando però che Giuseppe proveniva dalla diversa via Roma. “Se invece si ritenesse maggiormente attendibile – scrive il giudice – la prima versione dei fatti riportata dal denunciante, perché cronologicamente più vicina al fatto, i die racconti potrebbero combaciare, poiché la presenza di Giuseppe Tarzia lungo la via Roma, riferita dal secondo testimone, sarebbe compatibile col narrato del denunciante. 

Il solo riconoscimento delle due persone esaminate, ad avviso del giudice, non basta però per convalidare i fermi, posto che nessun altro riscontro – telecamere di sicurezza, tabulati telefonici – è stato effettuato nonostante siano trascorse quasi due settimane dal fatto. 

Manca dunque la gravità indiziaria per la convalida del fermo, non avendo fra l’altro i carabinieri indicato alcuna ragione percui si è deciso di dirigere le indagini sui quattro indagati (uno si trova fuori regione).

I tre indagati sono tutti difesi dall’avvocato Antonio Barilaro. 

Tentata rapina a Filogaso, arrestati tre giovani di Acquaro (FOTO)