Prostituzione minorile nel Vibonese: sacerdote ritorna in libertà

E’ stato condannato a settembre insieme ad un pensionato di Zungri e ad un cittadino bulgaro

E’ stato condannato a settembre insieme ad un pensionato di Zungri e ad un cittadino bulgaro

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Lascia gli arresti domiciliari e ritorna in libertà don Felice La Rosa, 42 anni, di Calimera, ex parroco di Zungri, condannato il 25 settembre scorso a due anni e quattro mesi nell’ambito dell’operazione denominata “Settimo Cerchio”. Il gup ha infatti accolto un’istanza dell’avvocato Francesco Stilo finalizzata all’attenuazione delle esigenze cautelari. Il giudice ha quindi ritenuto “le esigenze di cautela sociale non più sussistenti, anche per il convergere di più elementi come il decorso del tempo e la definizione del processo con l’intervenuta condanna ad una pena complessiva di non molto superiore al periodo cautelare sofferto”. Da qui la revoca degli arresti domiciliari. 

Informazione pubblicitaria

Il parroco è rimasto coinvolto in un’inchiesta della Squadra Mobile di Vibo Valentia che ha fatto luce su un giro di prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata. Le contestazioni coprivano un arco temporale che andava dal gennaio al febbraio 2016, con specifici episodi di corruzione di minore e prostituzione minorile che sarebbero avvenuti a Zungri, Briatico, Mileto e Vibo. Il parroco ed il pensionato Francesco Pugliese, 65 anni, di Zungri (condannato a 2 anni e 8 mesi) secondo l’accusa avrebbero avuto rapporti sessuali con minorenni – reclutati dal bulgaro 29enne Miroslaev Iliev (condannato a 5 anni e 6 mesi)  – dietro pagamento di 50 euro a prestazione. Venti euro sarebbero state trattenute dal bulgaro e 30 dal ragazzo minorenne.

Il processo di secondo grado deve ancora essere fissato.