Aggressione a Francesco Massa, la replica del gruppo “Vazzano bene comune”

Pochi giorni fa la denuncia di un pestaggio fatta a mezzo stampa dal diretto interessato. Oggi la risposta della compagine politica chiamata in causa dal geometra: «C’è un intento persecutorio»

Pochi giorni fa la denuncia di un pestaggio fatta a mezzo stampa dal diretto interessato. Oggi la risposta della compagine politica chiamata in causa dal geometra: «C’è un intento persecutorio»

La piazza di Vazzano
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Alcuni giorni fa il geometra Francesco Mazza, di Vazzano, denunciava a mezzo stampa di essere stato vittima di un’aggressione, perpetrata ai suoi danni al termine di una manifestazione carnevalesca e davanti agli occhi di sua figlia di appena 9 anni. 

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Un’aggressione, rispetto alla quale l’interessato ha fornito persino la generalità dei presunti autori, che avrebbe preso le mosse da forti dissidi di natura politico-amministrativa maturati tra gruppi concorrenti. È di oggi la replica alla ricostruzione dei fatti, fornita dal gruppo “Vazzano Bene Comune”, i cui esponenti siedono tra i banchi dell’opposizione consiliare. Replica che di seguito, integralmente pubblichiamo:  

All’apice di un’inaudita escalation di attacchi e aggressioni mediatiche, organizzata secondo modalità spregiudicate che palesano un preordinato disegno volto a ledere la nostra immagine e mirando anche nel contempo ad un tenace e costante intento intimidatorio. La nostra decisione scaturisce dalla necessità di ripristinare la verità e difenderci dal rischio di un ingiusto discredito, cagionato dalle mistificazioni, dalle continue provocazioni che continuano anche in queste ore e che si ripetono ormai da mesi. Tale disegno, a nostro avviso, non è meramente diffamatorio, ma cela un più profondo intento persecutorio, sui cui reali scopi auspichiamo che le forze dell’ordine e la magistratura facciano al più presto piena luce

Anche perché inquieta la personalità del responsabile di tale aggressiva campagna mediatica, posto che lo stesso risulta essere stato già segnalato alle forze dell’ordine per i suoi ripetuti comportamenti poco rispettosi verso gli altri ed in particolare modo esponenti e simpatizzanti del nostro movimento. L’intera vicenda è carica di profili inquietanti e che si vuole ammantare di motivazioni politiche che sono però del tutto estranee. Le reiterate aggressioni da noi subite, in alcune circostanze arrivate ai limiti dello sciacallaggio, sono state messe in atto da un personaggio che è ben conosciuto anche dalla controparte dato che in passato è stato destinatario di noti e pubblici rimproveri ed ammonimenti, che in questa sede non evidenziamo ma potremmo rinfrescare la memoria nel caso in cui qualcuno per opportunità e convenienza l’avesse persa.

Abbiamo considerazione e rispetto di chiunque svolga un’attività professionale e politica nel rispetto delle regole e dell’avversario. Ma dopo quanto accaduto siamo gravemente preoccupati perché questa campagna mette a repentaglio la serenità della nostra comunità. Si tratta, purtroppo, di una dinamica vista fin troppe volte a queste latitudini. I tentativi di arginare e impedire il cambiamento passano dall’isolamento e dalla delegittimazione di chi ha ricevuto un’investitura democratica fondata sul consenso libero e pulito e destinata all’indirizzo e al controllo. E noi questo faremo: indirizzo e controllo. Piaccia o meno. Non consentiremo che il patrimonio comunale venga svenduto, che le risorse pubbliche siano scialacquate, che vengano conferiti incarichi illegittimamente, che si abusi della funzione pubblica a danno degli avversari, che non si veda l’illegalità dei propri elettori. In ultima istanza, quando non si riesce a bloccare la democrazia con gli strumenti della diffamazione e della calunnia, accade ciò che è accaduto. Per questo, dopo l’ennesimo volgare attacco, interamente falso e capace di lanciare messaggi pericolosi, abbiamo deciso di dire basta e di chiedere giustizia all’unico interlocutore possibile: lo Stato.

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