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Il ruolo del dentista di San Gregorio d’Ippona, figlio del boss Filippo Fiarè, nel narcotraffico con i Pititto di Mileto. Le dichiarazioni inedite di Oksana Verman sul narcotraffico

Cronaca

Attribuisce un ruolo importante anche al dentista Francesco Fiarè, 38 anni, di San Gregorio d’Ippona e figlio del boss Filippo Fiarè, l’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Stammer 2”. La sua figura viene posta dagli investigatori al centro delle dinamiche del narcotraffico vibonese e non solo. Dalle dichiarazioni dell’ucraina Oksana Verman, amante di Salvatore Pititto di Mileto e nuova collaboratrice di giustizia, emerge inoltre che la stessa ha riferito agli inquirenti particolari pure su un omicidio eccellente: quello ai danni di Vincenzo Barbieri, il broker della cocaina ucciso nella sua San Calogero nel marzo del 2011. Omicidio rimasto ad oggi impunito. 

Il dentista Francesco Fiarè. Esercita l’attività di odontoiatra a Vibo Valentia con studio in viale Affaccio e viene chiamato dagli interlocutori anche con l’appellativo di “Ciccio” o “il dottore”. E’ figlio di Filippo Fiarè, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell’operazione “Rima” e già tratto in arresto nel primo troncone dell’operazione Stammer scattata nel gennaio dello scorso anno. Filippo Fiarè (fratello del capo storico del clan, Rosario Fiarè) sarebbe stato il finanziatore del traffico internazionale di cocaina organizzato, fra gli altri, da Salvatore Pititto di Mileto.

Il dentista Francesco Fiarè (arrestato) è accusato di aver messo in contatto Salvatore Pititto con soggetti di stanza nella Piana di Gioia Tauro per l’approvvigionamento di sostanza stupefacente. Una sorta di “mediatore”, quindi, Francesco Fiarè, che sarebbe riuscito a far ottenere uno sconto a Salvatore Pititto sul prezzo dello stupefacente (1.300 euro al chilo), con la possibilità di prenderla a credito e di pagarla dopo averla piazzata. Salvatore Pititto avrebbe prelevato la merce (marijuana) trasportandola l’1 settembre 2016 con un pickup, nascosta sotto alcune balle di fieno. Il tutto sarebbe stato riscontrato dagli inquirenti grazie alle immagini registrate dalle telecamere poste all’altezza dello svincolo di Gioia Tauro dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. 

Le dichiarazioni della Verman su Fiarè. Per delineare la figura di “elevato spessore criminale” di Francesco Fiarè, preziose per gli inquirenti si sono rivelate le dichiarazioni dell’ucraina Oksana Verman, residente a Vibo Valentia in via Gagliardi ed amante di Salvatore Pititto. La Verman sarebbe stata legata da una conoscenza di lunga data con Francesco Fiarè, nel cui studio dentistico di viale Affaccio a Vibo effettuava lavori di pulizia al fine di arrotondare i guadagni derivanti dall’attività di “cuoca” del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Vibo Valentia. 

Francesco Fiarè, oltre a rappresentare il datore di lavoro di Oksana Verman, sarebbe stato inoltre solito frequentare la coppia Pititto-Verman con la quale, nel periodo di indagine, aveva condiviso diverse serate di piacere. Il rapporto con il “dottore” Francesco Fiarè sarebbe stato talmente intimo che quando Salvatore Pititto l’aveva "picchiata in seguito ad una discussione, Oksana - spiega il gip distrettuale - individuava proprio in Francesco Fiarè la persona con cui potersi confidare".

La perdita del carico di cocaina sequestrata il 19 agosto 2015 a Livorno, il protrarsi dei tempi di attesa per la nuova importazione dal Sudamerica, i numerosi sequestri di marijuana sofferti e le ingenti somme di denaro anticipate per finanziare le partite di stupefacente e per garantire il soggiorno degli emissari in Italia, avrebbero infatti reso Salvatore Pititto estremamente nervoso, motivo per cui, alle intemperanze di Oksana Verman, lo stesso Pititto si sarebbe dimostrato assai intollerante non esitando a malmenarla.

Secondo le dichiarazioni di Oksana Verman, Francesco Fiarè sarebbe stato pienamente cosciente della presenza di Jhon Peludo nella sua abitazione di Vibo Valentia. Il colombiano sarebbe giunto a Vibo per garantire l’importazione di un carico di cocaina, tutte circostanze che - a dire della collaboratrice di giustizia - Francesco Fiarè avrebbe conosciuto perfettamente, invitando la donna a stare tranquilla perché se gli affari con la droga di Salvatore Pititto fossero andati in porto, lei stessa avrebbe smesso di lavorare a causa degli ingenti guadagni. 

Gli incontri con la figlia di Barbieri. Novità assoluta sono anche le dichiarazioni di Oksana Verman sulla sua conoscenza con Maria Pia Barbieri, la figlia del defunto broker della cocaina Vincenzo Barbieri. In epoca recente, e quindi ben dopo l’omicidio di Barbieri, Oksana Verman si sarebbe incontrata diverse volte con Maria Pia Barbieri alla presenza di Salvatore Pititto e Francesco Fiarè, parlando anche del motivo della presenza del colombiano John Peludo a Vibo ed in Italia. “So peraltro - ha spiegato la Verman - che Pititto e il dottore si incontravano anche da soli. Spesso si incontravano nei parcheggi del palazzo dove Fiarè aveva lo studio”.

Oksana racconta quindi che in un’occasione aveva portato a Francesco Fiarè una somma di denaro (4mila euro nel novembre 2016) consegnata a lei da Salvatore Pititto, a parziale pagamento dello stupefacente commissionato da Pititto stesso, proprio per il tramite del dottore, a soggetti nelle conoscenze di quest’ultimo. Oksana rivelava poi che “Francesco Fiarè sapeva benissimo a cosa servisse il denaro recapitatogli e lei stessa aveva dato disponibilità alla consegna, poiché il “dottore” voleva evitare di farsi vedere in compagnia di soggetti gravati da precedenti penali”.

La droga sarebbe stata acquistata da Francesco Fiarè in Francia, mentre Salvatore Pititto al fine di assicurarsi maggiori guadagni, avrebbe evitato di rapportarli al cugino Pasquale Pititto nella loro interezza. “Sono a conoscenza - ha dichiarato Oksana Verman agli investigatori - anche del fatto che dei soldi che doveva dare al dottore, Salvatore Pititto ne parlava anche con Pasquale Pititto; ricordo anche che a Pasquale aveva detto che la droga del dottore era di meno di quella effettivamente trattata, in modo da poter trattenere di più per se, della parte del guadagno che comunque doveva dare a  Pasquale Pititto”. 

Gli omissis sull’omicidio di Barbieri. Che Oksana Verman abbia però reso dichiarazioni pure sull’omicidio di Vincenzo Barbieri - dichiarazioni al momento coperte dal segreto investigativo e quindi non riportate nell’ordinanza del gip - lo si evince da un altro passaggio del suo dichiarato ai magistrati della Dda. “Sono a conoscenza del fatto che Vincenzo Barbieri era un grande narcotrafficante e che è stato ucciso per questo…[omissis] la figlia di Vincenzo Barbieri è Maria Pia che io chiamavo Pia, dalla quale io dovevo andare a fare le pulizie e sono andata per una volta alla settimana. Da Maria Pia a lavorare sono stata per circa quattro mesi, poi il fratello non ha più voluto che io ci andassi perché diceva che non facevo bene le pulizie. Loro abitano a Calimera e Pia è divorziata dal marito che è in carcere sempre per traffico di droga”.

In foto: Francesco Fiarè, Oksana Verman e Vincenzo Barbieri

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