Paravati, designato a sorpresa il nuovo presidente della Fondazione “Cuore immacolato di Maria”

La decisione è giunta nel corso dell’ultima controversa riunione già oggetto di diffida da parte del vescovo Renzo. Ecco di chi si tratta 

La decisione è giunta nel corso dell’ultima controversa riunione già oggetto di diffida da parte del vescovo Renzo. Ecco di chi si tratta 

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Sorpresa nelle designazioni interne al direttivo della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. A presiedere la delicata fase successiva alla controversa assemblea dei soci fondatori, nel corso della quale, non tenendo conto del decreto con diffida del vescovo Luigi Renzo, si è tra l’altro proceduto alla ratifica delle nomine dei nuovi componenti del consiglio d’amministrazione, non sarà Giuseppe Condello ma Pasquale Anastasi. Il primo in tale veste aveva guidato l’ultimo contestato incontro dei soci fondatori e firmata da presidente la nota con cui si motivavano le ragioni per le quali l’Ente aveva deciso di contravvenire alle disposizioni del presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Tutto, dunque, faceva pensare che sarebbe stato proprio lui a curare in futuro i contorni della vicenda inerente alle mancate riforme dello Statuto richieste da monsignor Renzo in vista della consacrazione della chiesa della “Villa della Gioia”. 

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L’ingegnere Condello, tuttavia, all’interno del nuovo direttivo della Fondazione rivestirà il ruolo di tesoriere, mentre a svolgere la funzione di segretario sarà ancora Raffaele De Caria. Come ormai noto, il consiglio d’amministrazione è composto anche da Francesca Sergi, Rosa De Franceschi, Fortunato Fogliaro, Laura Iona, Maria Grazia Naccari, Vincenzo Trungadi e Margherita Milardi. A loro toccherà gestire le prossime mosse e cercare di evitare l’irreparabile, che la Fondazione sia inopinatamente soppressa e tutto vada in mano ad un commissario. 

Nelle ultime ore la vicenda si è arricchita di ulteriori dettagli, degli attestati di solidarietà e vicinanza espressi a monsignor Renzo dalla Conferenza episcopale calabra “per l’uso distorto ed incoerente fatto dalla stessa Fondazione di un suo precedente Comunicato”. Presa di posizione in cui, altresì, si è ribadito “che non basta proclamare la propria adesione e comunione con la Chiesa se poi si disobbedisce apertamente e con pubblico scandalo alle direttive canoniche del Vescovo”. Le parole della Cec sembrano quasi dare l’imprimatur alle prossime mosse del presule miletese, il quale, rifacendosi al can. 326,§1, nel suo decreto con diffida aveva giorni fa parlato della possibilità di soppressione dell’Ente qualora, questo, con i suoi comportamenti avesse causato “pubblico scandalo”. La vicenda è in continua evoluzione, ulteriori novità si potrebbero registrare già nelle prossime ore.

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