Si chiude con l’estinzione dei reati per intervenuta prescrizione il processo per bancarotta fraudolenta davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia nei confronti di dieci imputati. La vicenda riguardava diverse società riconducibili in passato alla storica famiglia di imprenditori vibonesi dei Mancini: 501 Hotel Spa, 501 Hotel Gestione Srl, Phoenices General Trade Srl e Onda Verde Mare Srl.

La sentenza ha dichiarato prescritti i reati contestati a Saverio Mancini, 61 anni, originario di Vibo Valentia e residente a Milano; Giovanni Mancini, 50 anni, di Vibo Valentia; Luigi De Paola, 86 anni, nato a Reggio Calabria e residente a Milano; Teresa Malfarà Sacchini, 69 anni, di Sant’Onofrio; Sergio Casati, 64 anni, di Vibo Valentia; Giuseppe Paparatto, 57 anni, di Ricadi; Pier Angelo Campi; Paolo Silva, 62 anni, di Pontenure, in provincia di Piacenza; Angelo Sabatino, 61 anni, di Vibo Valentia; Isabella Lo Riggio, 60 anni, di Vibo Valentia.

L’inchiesta sulle strutture ricettive del Vibonese

L’indagine era stata condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, con il pubblico ministero Concettina Iannazzo. Al centro dell’inchiesta erano finite le procedure concorsuali poi sfociate nella dichiarazione di fallimento delle società che avevano gestito alcune importanti strutture ricettive della provincia: l’Hotel 501 e il Lido degli Aranci a Vibo Valentia, oltre all’Acquapark di Zambrone.

Secondo l’impianto accusatorio, gli imprenditori finiti sotto processo avrebbero sottratto e drenato ingenti disponibilità finanziarie dalle società poi fallite, contribuendo a vario titolo al dissesto attraverso una serie di operazioni considerate dolose dagli inquirenti. Accuse sulle quali, però, il Tribunale non è arrivato a una pronuncia di merito, avendo dichiarato l’estinzione dei reati per prescrizione.

Processo aperto nel 2023, contestazioni risalenti nel tempo

Il processo si era aperto nel 2023, ma le contestazioni riguardavano fatti risalenti ad anni precedenti. Il decorso del tempo ha quindi inciso sull’esito del procedimento, portando alla prescrizione dei reati contestati ai dieci imputati.

Nel collegio difensivo erano impegnati, tra gli altri, gli avvocati Di Renzo, D’Agostino, Cuppari, Lombardo, Barra, Latassa, Barbalace, Costanzo, Livera, Cantafio, Penna e Scarmato.