Una storia di randagismo, richieste di aiuto rimaste senza risposta e un epilogo drammatico. Accade a Mandaradoni, piccola frazione del comune di Briatico, dove due cani randagi, abbandonati in momenti diversi, avevano trovato rifugio nei pressi del paese. Circa sei settimane fa sono nati nove cuccioli, partoriti in un campo, e da quel momento una residente ha cercato di attivare le istituzioni per mettere in sicurezza gli animali, esposti ai pericoli della strada e alla presenza dei cinghiali.

Le sue segnalazioni, però, sarebbero rimaste senza riscontri concreti. Nel frattempo i due cani adulti sono stati trovati morti a poche ore di distanza l'uno dall'altro. Secondo quanto riferisce la donna, le tracce di sangue notate sui corpi (in particolare bocca e parti intime), farebbero pensare a un possibile avvelenamento.

«Ho scritto alla volontaria Barreca, che si occupa del canile di Vibo. Mi ha spiegato – ci dice la signora - che dovevo segnalare all'Asp e ho chiamato. Poi mi è stato richiesto l'invio di una Pec al Comune di Briatico e alla stessa Asp. Non avendo un indirizzo Pec, ho chiesto aiuto a un patronato che mi ha assicurato di aver provveduto all'inoltro. Siccome non ho ricevuto alcuna risposta, ho scritto anche alla pagina social del Comune. I messaggi vengono visualizzati ma non c'è risposta».

Il racconto è accompagnato dall'amarezza per la sorte dei due animali. «Non erano cani aggressivi. Eppure lei veniva sempre picchiata e cacciata via. Facevo fatica ad avvicinarla perché aveva paura e scappava. Lui invece, lasciato in strada poco più che cucciolo, si avvicinava e si faceva accarezzare. Non capirò mai perché tutta questa cattiveria nei confronti di queste creature: non avevano mai fatto male a nessuno».

Ora l'attenzione è rivolta ai nove cuccioli, rimasti senza i loro genitori e ancora esposti ai rischi del territorio. La preoccupazione della residente è che possano fare la stessa fine: «Una signora di San Leo mi ha rassicurato che farà il possibile per venire a recuperarli. Io sono un po' sfiduciata, spero mantenga la parola. In ogni caso spero che l’articolo smuova qualcosa, e chi di dovere si attivi».