Ventuno stabilimenti sarebbero stati avviati in totale assenza di contratto di concessione. I Carabinieri hanno inoltre accertato 31 lavoratori irregolari, opere abusive e sequestrato oltre 460 chili di alimenti
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Sette concessioni demaniali marittime risultano riconducibili a persone o compagini societarie che, secondo gli accertamenti dei Carabinieri, non possiedono i requisiti previsti dal Codice antimafia. Altri otto casi presenterebbero invece elementi indicativi di un possibile pericolo di infiltrazione mafiosa. È uno dei risultati più rilevanti della vasta operazione condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia lungo la costa vibonese, con controlli sulle concessioni e sulle attività imprenditoriali collegate.
La verifica ha interessato i territori di Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera e ha coinvolto anche il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, il Nas e il Gruppo Carabinieri Forestali.
Le verifiche antimafia sulle concessioni
L'obiettivo dichiarato dell'operazione è stato quello di rafforzare anche sul piano amministrativo il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale, partendo da uno screening delle concessioni demaniali marittime.
In sette casi, riferiscono i Carabinieri, le concessioni risultano rilasciate a persone fisiche prive dei requisiti previsti dall'articolo 67 del Codice antimafia perché gravate da condanne per reati riconducibili alla criminalità organizzata, oppure a società con soci privi degli stessi requisiti o raggiunti da provvedimenti interdittivi antimafia.
A questi si aggiungono otto casi nei quali sarebbero emersi specifici elementi indicativi di un pericolo di infiltrazione mafiosa riferibile alla persona fisica o giuridica. Le posizioni sono state segnalate alla Prefettura per le valutazioni di competenza.
In sei ipotesi, inoltre, i beneficiari avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti richiesti: per queste posizioni è stata interessata anche la Procura della Repubblica.
Stabilimenti senza contratto e opere abusive
Un altro fronte riguarda la regolarità delle concessioni. Secondo quanto emerso dai controlli, 21 stabilimenti balneari sarebbero stati avviati in totale assenza del contratto di concessione, mentre altri tre avrebbero operato sulla base di un contratto intestato a un soggetto giuridico diverso e senza la necessaria autorizzazione al sub-ingresso.
I Carabinieri hanno quindi interessato i Comuni che avevano rilasciato i titoli per l'avvio dei procedimenti di decadenza previsti dal Codice della navigazione.
In alcuni stabilimenti sono state inoltre individuate opere edilizie ritenute abusive, realizzate su aree demaniali, e criticità ambientali relative agli impianti fognari.
Lavoratori irregolari e sequestri di alimenti
I controlli si sono estesi alla sicurezza sul lavoro, alla regolarità dei rapporti di impiego, alla sorveglianza sanitaria, alla gestione dei rifiuti e alla sicurezza alimentare.
Sono stati individuati 31 lavoratori irregolari, cinque dei quali completamente in nero. Gli accertamenti hanno determinato la sospensione di tre attività imprenditoriali. Ventiquattro lavoratori, inoltre, non sarebbero stati sottoposti alla prevista visita medica e tre sarebbero risultati privi di qualsiasi formazione. In alcuni casi sono state contestate anche violazioni relative agli orari di lavoro.
Sul fronte alimentare sono stati sequestrati complessivamente oltre 460 chili di prodotti, anche per problemi di tracciabilità o perché conservati in condizioni ritenute non conformi.
Il bilancio complessivo dell'operazione è di 17 persone deferite in stato di libertà per ipotesi di reato riconducibili, a vario titolo, all'occupazione abusiva di aree demaniali marittime, alla realizzazione di manufatti e opere abusive, a violazioni igienico-sanitarie e ambientali e alla detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.
Sul piano amministrativo sono state contestate numerose violazioni relative a lavoro, igiene e autocontrollo alimentare, tracciabilità e conservazione degli alimenti, rifiuti, scarichi, autorizzazioni e utilizzo delle aree demaniali. Le sanzioni superano già i 70mila euro, ai quali dovranno aggiungersi gli importi ancora in corso di quantificazione.

