Italia e Slovenia ancora una volta unite nella preghiera nel ricordo della famiglia Jamnik-Kobolt, i cui componenti sono morti in seguito alle gravi ustioni riportate nell'esplosione e nel conseguente incendio avvenuti nella serata dello scorso 25 agosto nel B&B Villa Mary di Mileto. L’occasione, il giorno dei funerali, momento di cordoglio e di commozione che, annullando le distanze, ha coinvolto in un unico abbraccio la cittadina normanna e Kotlje, nel comune di Ravne na Koroškem, paese d'origine delle innocenti vittime. Nel tragico incidente hanno perso la vita il marito Izidor, la moglie Petra e la piccola Ema, la figlia di appena 10 anni. Le loro esequie si sono svolte oggi alle 15 presso il locale cimitero, precedute in mattinata da una cerimonia pubblica di commiato presso la locale sala funzionale e dall'esposizione delle urne nella camera ardente predisposta dal Comune.

A questi si aggiunge il lutto cittadino proclamato dalla giunta municipale della città slovena guidata dal sindaco Tomaž Rožen per rendere omaggio a una famiglia molto amata dalla comunità locale e, tra l’altro, da sempre impegnata nelle attività della parrocchia. Nello stesso orario dei funerali Mileto si è voluta associare al dolore, al commiato e alla preghiera dei fratelli sloveni tramite la recita del santo rosario, guidata nella basilica cattedrale dal parroco “in solidum” don Giuseppe Pititto. Tra i presenti, gli stessi proprietari del B&B in cui si è verificata l’esplosione che ha provocato la morte delle tre povere vittime, in Calabria per trascorrere alcuni giorni di vacanza. Successivamente, alle 18, la santa messa in loro suffragio e «affinché possano godere in eterno del volto di Dio», celebrata dal sacerdote (nell’ambito del triduo in onore di San Pio da Pietralcina) nella stessa chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. La sacra funzione si è conclusa con l’affidamento al santo frate «delle amate anime dei cari Izidor, Petra e Ema».

I tre componenti della famiglia Yamnik Cobolt, nell’immediatezza dell’esplosione e dopo le prime cure ricevute all'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, sono stati trasferiti nei rispettivi Centri grandi ustionati di Palermo, Catania e Bari. Il primo a morire è stato il marito 46enne, il 27 agosto. Sei giorni dopo a esalare l'ultimo respiro è stata la moglie 44enne, la mattina successiva la piccola figlia. In quei frangenti anche a Mileto sono stati proclamati dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano diversi giorni di lutto cittadino, con tanto di sospensione di tutte le celebrazioni civili, programmate nell’ambito della Festa patronale di San Fortunato-San Nicola, e di predisposizione di fiaccolate silenziose e raccolta fondi per aiutare i familiari nel trasporto delle salme e nelle altre spese legate al tragico incidente. Adesso l’ulteriore momento di comunione. Per quanto riguarda i funerali di oggi in Slovenia, i parenti hanno espresso il desiderio di declinare fiori e quant’altro, chiedendo invece vicinanza, preghiere e opere di bene in memoria di Izidor, Petra e Ema. A conti fatti, in piena sintonia con i valori testimoniati dalle stesse tre vittime nel corso della loro vita.