Il naturalista Pino Paolillo chiede alle forze dell’ordine di avviare indagini per individuare i responsabili e al Parco delle Serre di mettere in atto provvedimenti che tutelino maggiormente l’area. Ecco tutte le criticità
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Il lago Angitola, a destra uno dei cancelli rubati (foto di Lorenzo Boseggia)
Tre cancelli in ghisa, dal peso di diversi quintali, sarebbero stati portati via nella notte tra martedì e mercoledì dall’Oasi del lago Angitola, lungo la vecchia statale 110 per Serra San Bruno, nel territorio di Maierato. Un episodio che il Wwf Vibo Valentia/Vallata dello Stilaro definisce un nuovo attacco a una delle aree naturalistiche che dovrebbe essere fra le più tutelate della Calabria: un territorio che è contemporaneamente Oasi di Protezione della Fauna, Zona Umida riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar, Zona Speciale di Conservazione e parte del Parco Regionale delle Serre.
«Quando ho appreso la notizia, ho stentato a crederci – racconta Pino Paolillo, storico difensore dell’Oasi – anche se ricordo un episodio analogo di tanti anni fa, quando nottetempo i soliti ignoti si portarono via tutte le tegole e persino le travi in legno di un’area pic-nic realizzata dalla Bonifica di Sant’Eufemia; area mai più ripristinata».
Per Paolillo quello dei cancelli sarebbe soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie di danneggiamenti e sottrazioni che negli anni hanno interessato l’area protetta. «Per non parlare delle decine di lucchetti posizionati personalmente e puntualmente eliminati, o del furto di tavoli e attrezzi da lavoro», aggiunge il naturalista del Wwf.
A destare interrogativi è soprattutto la modalità con cui sarebbe stato compiuto il furto. I tre cancelli, infatti, non sarebbero stati semplicemente rimossi, ma sganciati e trasportati con mezzi adeguati. «Come è possibile che tre cancelli di ghisa, pesanti quintali, siano stati caricati, sicuramente con l’impiego di una piccola gru, su un camion o un furgone – si chiede Paolillo – non certamente su una Panda – senza che nessuno abbia visto nulla e senza che non sia rimasta traccia del passaggio di tali mezzi nelle varie telecamere disseminate ormai su tutto il territorio?».
Da qui l’appello alle forze dell’ordine affinché vengano avviate le indagini necessarie a individuare gli autori del furto e a fare luce su quello che il Wwf considera un ulteriore episodio ai danni dell’integrità della zona protetta. Contestualmente, Paolillo rivolge un invito al Parco regionale delle Serre, ente gestore dell’oasi, affinché provveda in tempi rapidi alla sostituzione dei cancelli rimossi.
«Prendo spunto da questo inquietante episodio – prosegue – per segnalare ancora una volta le criticità che affliggono l’oasi». Tra queste, il rappresentante del Wwf richiama il problema degli incendi boschivi che ogni anno interesserebbero vaste porzioni dell’area senza che, secondo quanto denunciato, i responsabili siano stati individuati e perseguiti.
«Inoltre lungo il perimetro dell’Oasi la rete di protezione risulta in più parti danneggiata, se non addirittura inesistente, il che facilita l’ingresso di bestiame e di cani», evidenzia Paolillo, indicando nella manutenzione delle strutture di tutela uno degli aspetti ancora da affrontare.
L’attenzione del Wwfguarda anche al futuro della gestione dell’area, che si estende per 975 ettari tra i territori comunali di Maierato e Monterosso Calabro. «Quando le maestranze del Parco delle Serre, tuttora in servizio, andranno in pensione – avverte Paolillo – c’è il rischio che l’Oasi diventi preda di vandali, bracconieri e piromani».
La proposta avanzata dal naturalista è quella di rafforzare la presenza sul territorio attraverso personale dedicato alla sorveglianza. «Sarebbe utile assegnare alcune guardie del Parco delle Serre alla sorveglianza dell’intera Oasi», afferma, collegando questa esigenza anche alla possibilità di restituire piena fruibilità all’area.
Tra gli interventi indicati anche il recupero del Rifugio Cricenti, struttura che da anni attende una ristrutturazione e le cui condizioni, secondo il Wwf, sarebbero sempre più precarie. L’obiettivo indicato è quello di garantire una tutela effettiva dell’area e consentire ai visitatori di vivere pienamente uno dei principali patrimoni naturalistici del territorio vibonese.

