Una solidarietà che non si esaurisca nello spazio di poche ore, ma che diventi un gesto collettivo e consapevole, capace di coinvolgere l’intera comunità. È questo il messaggio lanciato da Ali di Vibonesità dopo la grave aggressione subita dal presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello. Un appello che invita la città e il suo hinterland a reagire in modo unitario, trasformando l’indignazione in partecipazione attiva.

Nel documento diffuso dall’associazione si sottolinea come «l’unanime e concreta solidarietà espressa all’indirizzo di una delle figure più apprezzate, rappresentative e di forte valenza umana e professionale del mondo politico ed amministrativo di Vibo Valentia e dintorni non può durare, come di consueto, soltanto l’alba di un giorno». Secondo Ali di Vibonesità, il sentimento di vicinanza manifestato in queste ore deve trovare una forma più incisiva e condivisa.

«Tutti i cittadini – si legge ancora – ivi compreso quanti non godono di uno strumento idoneo per far sentire la loro affettuosa vicinanza al presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, avvertono forte il senso del dovere di partecipare la loro solidale vicinanza nel sistema più ideale: la voce della congiunta protesta popolare». Un richiamo diretto alla necessità di una risposta pubblica che vada oltre le dichiarazioni di circostanza.

Nel testo si evidenzia come «Vibo Valentia ha bisogno di ritrovarsi unita come non mai su questo gravissimo episodio» e si individua nel sindaco Enzo Romeo la figura chiamata a promuovere questo percorso. «Il sindaco ha motivo, competenza e sostegno per dare vita a una nuova pagina di grande solidarietà umana», scrive l’associazione, sollecitando un’iniziativa che coinvolga l’intera cittadinanza.

Ali di Vibonesità richiama poi la gravità dell’atto intimidatorio, definendolo «assurdo» e sottolineando come «questa volta la sfida sia stata altissima perché, stando alle modalità con cui si è consumata, ha rischiato la strage». Un gesto «vile ed efferato» che ha colpito non solo un rappresentante delle istituzioni, ma l’intero tessuto sociale, «in un momento di straordinario clima familiare e festivo, alla vigilia del Santo Natale».

Ampio spazio è dedicato anche alla figura di Antonio Iannello, descritto come una persona la cui passione civile «è nata nei decenni scorsi», alimentata dalla volontà di confrontarsi sui problemi della comunità e di cercare soluzioni condivise. «Antonio Iannello non si è mai risparmiato – si legge nella nota – soprattutto per le fasce deboli e bisognose di attenzione e cure, spendendosi in proposte che hanno ottenuto sempre il consenso dei suoi compagni di viaggio e soprattutto dei cittadini».

Per queste ragioni, l’associazione conclude con un appello chiaro: «Oggi Vibo Valentia e dintorni sono chiamati a non lasciarlo solo e a stargli più vicino di ieri». Un invito che si inserisce in una fase complessa per il territorio, chiamato ad affrontare sfide delicate, dalla sicurezza alla sanità pubblica. «L’unità deve riuscire a far forte la comunità», si legge in chiusura, «soprattutto quella che lotta su come affrontare momenti critici, lasciando aperta la porta alla speranza di superare il peggio».