Mattinata di vertici operativi in Prefettura, a Vibo Valentia, su iniziativa della rappresentante territoriale di governo Anna Aurora Colosimo che ha convocato nell’ufficio di corso Vittorio Emanuele III i vertici delle forze dell’ordine, rappresentanti istituzionali, associazioni di rappresentanza, ordini professionali e singoli professionisti.

Diversi gli argomenti sul tavolo a comporre un corposo dossier sul quale, come la stessa Colosimo ha riferito, l’attenzione resta massima. I fronti aperti in questo momento sono essenzialmente tre: la sicurezza dei locali pubblici dopo i fatti di Crans Montana e le conseguenti direttive del ministero dell’Interno sui controlli nei locali pubblici; la sicurezza degli operatori sanitari bersaglio di continue aggressioni; la recrudescenza dei fenomeni criminali legati al racket delle estorsioni a Vibo Valentia e nel suo hinterland.

Su quest’ultimo punto, evidentemente, si concentrano grandi attenzioni e le relative contromisure da parte della Prefettura in coordinamento con i vertici territoriali delle forze dell’ordine che hanno preso parte ad un apposito Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha visto presenti, tra gli altri, anche il questore Rodolfo Ruperti, il comandante provinciale dei carabinieri Antonio Parillo, il comandante della Guarda di finanza Francesco Isidoro Stassi, il sindaco di Vibo Enzo Romeo e il vicepresidente della Provincia Nico Console. Dalla Colosimo sono giunte rassicurazioni e la conferma di un innalzamento della soglia d’attenzione.

«Controlli mirati sui recenti ritorni»

«In sede operativa abbiamo affrontato l’analisi di questi ultimi episodi che si stanno verificando sul territorio che registra, in questo periodo, un rigurgito di atti intimidatori con chiari messaggi estorsivi - ha detto -. Il controllo da parte delle forze di polizia è visibile a tutti, il territorio è presidiato quotidianamente ma in questa sede abbiamo adottato ulteriori controlli mirati, anche alla luce di alcuni recenti “ritorni” sul territorio». Il riferimento è alle scarcerazioni nell’ambito del maxi-processo Rinascita Scott.

«È importante continuare a dimostrare che le forze di polizia ci sono - ha aggiunto il prefetto - e che noi intendiamo presidiare nell’interesse della sicurezza dei cittadini. Il messaggio che vorrei trasmettere - ha proseguito - è che allo Stato non sfuggono le dinamiche del territorio e che le risposte operative e tecniche, che insieme a vertici di polizia di grande spessore appronteremo, assumeranno le modalità più opportune. Ci tengo però a rimarcare che questa non è una situazione di allarme. Non in questo momento».

«Prevenire le aggressioni ai medici»

Nell’ambito del contrasto al fenomeno delle aggressioni ai sanitari, la rappresentante di governo ha reso noto di aver incontrato questa mattina anche il medico del 118 recentemente aggredito a Tropea, Alessia Piperno. Quindi in Prefettura sono giunti anche il presidente dell’Ordine dei medici Enzo Natale e il commissario Asp Gianfranco Tomao. «Siamo di fronte ad un fenomeno critico che si ripropone non solo a Vibo ma in tutta Italia - ha annotato Colosimo -. Con i vertici dell’Asp abbiamo ragionato sulle misure più idonee da adottare per prevenire situazioni spiacevoli: i sanitari già sono pochi e devono potere lavorare sul territorio. Si tratta certamente di episodi segnati da una forte reazione emotiva ma ciò non significa che non si debba creare una rete di sicurezza, non solo negli ospedali ma anche ad esempio nelle guardie mediche di montagna, per far sì che la sicurezza degli operatori sia garantita. Anche su questo ci concentreremo con attenzione».

Controlli più stringenti sulla movida

Infine il passaggio sull’incontro con gli operatori della movida. «È stato un interessante momento di riflessione sulla direttiva del ministro a seguito dei fatti di Crans Montana. Abbiamo fatto una valutazione sui controlli, che verranno intensificati, per garantire la sicurezza dei locali pubblici secondo criteri molto stringenti e con la collaborazione di tutte le competenti autorità: vigili del fuoco, forze di polizia, Ispettorato del lavoro e Asp. Già nei prossimi giorni ci muoveremo sul territorio con queste verifiche e pertanto abbiamo invitato le associazioni categoria a sensibilizzarle e veicolare ai loro aderenti la necessità del rispetto, con rigore, delle norme di sicurezza per evitare e prevenire situazioni dolorose come quella avvenuta in Svizzera» ha concluso il prefetto.