Sentenza di colpevolezza confermata da parte della Cassazione per due ladri in trasferta da Catanzaro a Vibo Valentia. La quarta sezione penale della Suprema Corte ha infatti respinto i ricorsi di Caterina Ruga, 29 anni, e Francesco Ciambrone, 30 anni, entrambi di Catanzaro, condannati il 12 dicembre del 2024 in appello a 8 mesi ciascuno in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Vibo Valentia del 22 febbraio 2022, escludendo quindi in appello l'aggravante della minorata difesa e rideterminando la pena inflitta in primo grado. Il 14 agosto 2015, un gruppo di sei persone, tra cui Ruga Caterina e a Ciambrone Francesco, si recava a bordo di un'Opel Agila blu presso il negozio "Merkatoys" nell'area industriale di Vibo Valentia. Una volta entrati, sottraevano giocattoli, biciclette, articoli da viaggio e cancelleria, rompendo le confezioni originali di alcuni prodotti e uscendo senza passare dalla cassa. Quattro giorni dopo, il 18 agosto 2015, il responsabile del punto vendita si accorgeva che numerose confezioni erano rotte e mancava molta merce. Controllando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza, poteva verificare quanto era accaduto il 14 agosto. Lo stesso 18 agosto 2025, gli addetti notavano l'arrivo della stessa Opel Agila blu. Tre persone scendevano dal veicolo, ma alla vista di un dipendente uscito per fotografare la targa, si allontanavano rapidamente. Le successive indagini permettevano di accertare che il veicolo apparteneva a Aulicino Tommaso. L'identificazione degli imputati avveniva attraverso la comparazione delle immagini estratte dall’impianto di videosorveglianza registrate il 14 agosto 2015 all’interno del negozio, con le fotografie dei cartellini anagrafici e fotosegnaletici, nonché con altro materiale fotografico e video proveniente da ulteriori servizi di osservazione. In particolare, per Caterina Ruga e Francesco Ciambrone, l'identificazione era agevolata anche dalla presenza di tatuaggi visibili rispettivamente sul collo del piede sinistro e all'altezza della caviglia sinistra. La Corte territoriale, nel confermare la responsabilità di Aulicino (non ricorrente in Cassazione), Ruga e Ciambrone, ha ritenuto provata oltre ogni ragionevole dubbio la loro identificazione quali componenti del gruppo artefice del furto, evidenziando come le modalità dell'episodio dimostrassero chiaramente un'azione pianificata e concordata, con suddivisione di compiti all'interno del punto vendita. Quanto alle circostanze aggravanti, i giudici di appello hanno confermato la sussistenza della violenza sulle cose, ravvisata nella rottura degli involucri in cui gli oggetti erano confezionati, nonché dell'esposizione della cosa alla pubblica fede, integrata dalla sottrazione della merce dai banchi sui quali si trovava esposta. Hanno escluso invece l'aggravante della minorata difesa, non espressamente contestata e comunque non configurabile in ragione del numero esiguo degli addetti al punto vendita. Tale impostazione della Corte d’Appello di Catanzaro è stata quindi ora condivisa anche dalla Cassazione che ha respinto i ricorsi ritenendoli inammissibili e condannando entrambi gli imputati al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila ciascuno in favore della cassa delle ammende.