Il dramma che ha colpito la famiglia di Gioiosa Ionica chiude in modo atroce una stagione punteggiata da incidenti costati la vita a troppe persone. Dalla 106 all’A2, passando per le tante provinciali: un lungo elenco di vittime
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Il cuore smette di battere in volo, a bordo dell’eliambulanza che lo sta trasportando all’ospedale di Cosenza. Una corsa contro il tempo, disperata come disperate sono da subito apparse le sue condizioni ai primi sanitari giunti sul posto. Il posto è ancora una volta la Statale 106, la strada della morte. La vittima, l’ennesima, ha il volto di Luca Coschignano. È un volto sorridente, nelle foto che compaiono sulle testate che danno notizia della tragedia.
Luca Coschignano era di Acri, aveva 50 anni. Un «gigante buono» lo definiscono sui social quelli che lo conoscevano. Perde la vita un giovedì pomeriggio, uno di quei giorni in cui si pensa al weekend che sta per iniziare e all’estate che bussa alle porte. È il 4 giugno.
È alla guida della sua auto Luca, una Peugeot, e sta percorrendo il tratto di strada che attraversa la località Fabrizio Grande, nel territorio comunale di Corigliano Rossano. Finisce tutto lì: il pensiero delle cose da fare prima di rientrare a casa, i programmi per il weekend, l’attesa delle vacanze. Uno scontro con un’altra auto, un impatto violentissimo e poi l’arrivo dei soccorsi, le prime cure, il volo, l’ultimo respiro.
I giorni vanno avanti, l’estate è ormai iniziata. Non quella “ufficiale” annunciata dal solstizio. Ma le scuole sono ormai chiuse e per alcuni è già vacanza. È il 10 giugno. Francesco Elia è un giovane di Bianchi. Sta guidando una Fiat Panda sulla Statale 616 bis, in territorio comunale di Colosimi. Lo scontro avviene frontalmente con un carro funebre. «Per cause in corso d’accertamento», così si scrive di solito nell’imminenza di un incidente. Ci sarà tempo per le verifiche. Per Francesco invece non ce n’è: muore sul colpo, il suo tempo si chiude lì, un sigillo inamovibile sui suoi 33 anni.
Francesco Vescio ne ha 47 di anni. È in moto lungo viale Stazione, a Nocera Terinese, in pieno centro abitato, quando avviene lo scontro. Dall’altra parte c’è un’auto, a bordo una donna incinta che fortunatamente se la cava con qualche ferita. Francesco invece ha la peggio. Le sue condizioni appaiono da subito gravi, viene portato d’urgenza in ospedale per tentare di salvargli la vita. Quando arriva in ospedale, però, è già troppo tardi. Muore durante il trasporto in ambulanza. È il 12 giugno.
Due giorni dopo, a Reggio Calabria, muore un giovane di 24 anni. È in moto anche lui, sono circa le 23.30 e per qualche motivo perde il controllo del mezzo. Colpisce un motociclo in sosta, poi sbatte violentemente contro un muretto. Viene soccorso, portato al Gom e lì poco dopo viene dichiarato il decesso.
Giugno prosegue la sua corsa verso l’estate, ma è una corsa scandita dal ritmo delle tragedie.
Il 18 giugno un 63enne ex calciatore di Cetraro, Giancarlo Muti, muore nello scontro con un’auto e un camion lungo la Statale 18 Tirrena Inferiore, nel territorio di Guardia Piemontese. Da anni residente in Veneto, era tornato nella sua Calabria per partecipare al matrimonio di una nipote.
Dal Cosentino al Crotonese. Caccuri. È la notte tra il 19 e il 20 giugno quando sulla Statale 107 il cadavere di un cavallo compare all’improvviso sulla carreggiata davanti a due auto che si trovano a passare, rendendo inevitabile l’impatto. In una, all’arrivo dei soccorsi, c’è una donna rimasta incastrata. Si chiama Manon Lidia Vallone, ha 48 anni, è di Cosenza. Era in auto con il suo fidanzato, che si salva. Per lei invece il medico legale intervenuto sul posto non può far altro che constatare il decesso.
Il 23 giugno è l’autostrada a trasformarsi in una trappola. Nei pressi dello svincolo di Montalto Uffugo, un’auto sulla quale viaggia una donna come passeggera tampona un altro veicolo e finisce contro un camion in transito. Per lei non c’è nulla da fare. Il conducente della vettura se la cava con ferite lievi. Il nome della vittima non viene reso noto nelle prime cronache. Rimane una donna, una vita spezzata che si aggiunge a un elenco che l’estate deve ancora riempire.
Passano pochi giorni e a Cutro la tragedia ha il volto giovanissimo di Salvatore Lukanov. È la notte del 28 giugno, sono circa le 2.40 quando il ragazzo percorre corso Nazionale al volante di una Volkswagen Golf. Ha con sé due amici. Non ha ancora la patente, soltanto il foglio rosa. A un certo punto perde il controllo dell’auto, che esce di strada, abbatte un albero e si ribalta. Per Salvatore non c’è scampo. I due ragazzi che viaggiano con lui rimangono feriti. L’estate, quella dei primi giri con gli amici, delle notti che sembrano non dover finire, per lui finisce a 18 anni.
Il giorno dopo, 29 giugno, è ancora la Statale 106 a chiedere un tributo di sangue. A Pietrapaola un violento scontro coinvolge una Fiat Multipla e un camion. A bordo dell’auto c’è Samuel De Luca, 26 anni, residente a Mirto Crosia. L’impatto è devastante, i soccorritori devono lavorare a lungo per estrarre dalle lamiere le persone coinvolte. Per Samuel non c’è nulla da fare. Altri due uomini rimangono feriti.
Nello stesso giorno, poche ore dopo, le cronache calabresi registrano un’altra tragedia. A Squillace, nella frazione Fiasco Baldaia. È buio. Una Lancia Y esce dalla carreggiata e va a schiantarsi contro un albero. A bordo c’è soltanto il conducente. Rimane incastrato tra le lamiere e muore sul posto. Un’altra vita che si interrompe nel silenzio della notte.
Giugno finisce così, con una sequenza di morti che anticipa il devastante bilancio di un’estate ancora al suo esordio.
Luglio comincia con un uomo fermo sul ciglio dell’autostrada. È l’8 luglio, sull’A2, nei pressi dello svincolo di Sant’Onofrio. La sua automobile ha un guasto e lui scende dalla vettura. È un gesto normale, quasi automatico: capire cosa sia successo, aspettare aiuto, cercare di risolvere il problema. Ma mentre si trova fuori dall’auto viene travolto da un camion. Ha 78 anni, è di Reggio Calabria. Trasportato in condizioni disperate all’ospedale di Vibo Valentia, muore poche ore dopo. La moglie, che si trova con lui, rimane illesa.
Il 16 luglio una nuova tragedia insanguina le strade della Sila. Sulla Statale 107, all’altezza del bivio per Montescuro, una Fiat Panda esce dalla carreggiata e finisce contro un costone. A bordo ci sono due persone. Accanto al conducente siede G.A., 43 anni. Per lui l’impatto è fatale. L’altra persona a bordo rimane ferita.
Tre giorni dopo, il 19 luglio, la Statale 106 torna protagonista. A Sellia Marina si scontrano una Fiat Panda e una Fiat 500. Alla guida della Panda c’è un giovane di 22 anni, originario di Simeri. Rimane incastrato nell’abitacolo. I vigili del fuoco riescono a estrarlo e i sanitari lo trasferiscono in ospedale, ma le ferite sono troppo gravi. Muore poco dopo.
Tra le foto che raccontano quest’estate drammatica arriva poi arriva un altro volto giovane. È quello di Andrea Minasi, 23 anni. Andrea è bella, di talento, innamorata della musica, con un futuro ancora tutto da scrivere. Il 28 luglio sta attraversando sulle strisce pedonali in viale Affaccio, a Vibo Valentia. Viene investita da un’auto. Gravissima, viene trasferita in elisoccorso all’ospedale di Catanzaro. Per nove giorni i medici tentano di salvarle la vita, mentre familiari, amici e una comunità intera restano aggrappati alla speranza. Ma il 6 agosto quella speranza si spezza: Andrea muore. I suoi organi vengono donati. «La morte questa volta non è riuscita ad averla vinta», dichiara dopo l’intervento di espianto la dottoressa Anna Grande.
Quei nove giorni col fiato sospeso cancellano il confine tra luglio e agosto, che arriva e incurante di tutto porta con sé altre tragedie.
Il 2 agosto, a Zungri, muore Carmelo Purita. Ha 27 anni. È in sella alla sua moto lungo la provinciale che collega il centro abitato alla rotatoria del Poro quando si scontra con una Fiat Punto. Viene sbalzato dalla sella e finisce violentemente sull’asfalto. I soccorsi sono immediati, ma inutili. A Zungri, per il dolore, vengono sospesi anche i festeggiamenti civili della festa patronale.
Il 7 agosto la Statale 106 torna protagonista delle cronache. Nei pressi dello svincolo di Pietragrande si scontrano una Fiat Panda, un’Audi e una motocicletta. Alla guida della Panda c’è Mario Garito, 45 anni, di Catanzaro. Muore nell’incidente, mentre altre tre persone rimangono ferite.
Il giorno dopo, il 9 agosto, il sangue torna a scorrere sull’ex Statale 522, tra Zambrone e Briatico. Una donna di 77 anni viaggia in auto con il marito. La vettura si scontra frontalmente con un’altra automobile, l’impatto è violentissimo. La donna viene soccorsa, ma le sue condizioni sono troppo gravi e muore poco dopo.
Su quella stessa strada, a breve distanza di tempo, arriva un’altra tragedia. Travolge Gabriele Alviano, 42 anni. È in sella alla sua moto quando si scontra con un’automobile, tra le località Brace 1 e Brace 2 di Briatico. È un uomo che lavora nel 118, un soccorritore, ma stavolta è lui la vittima. Viene trasferito in elisoccorso all’ospedale di Catanzaro in condizioni disperate. Muore il giorno successivo, il 10 agosto, per le gravissime ferite riportate nello schianto.
L’11 agosto, a Scalea, è la volta di Donato Boccia. Ha 53 anni, è segretario comunale di Lauria. Viaggia in moto lungo via Tommaso Campanella, quando perde il controllo del mezzo e finisce contro un’Opel Astra parcheggiata. I sanitari arrivati sul posto tentano a lungo di rianimarlo, ma non c’è nulla da fare.
Il 21 agosto la vittima è Paola Bossi. Ha 62 anni, è originaria e residente nella provincia di Milano. Viaggia come passeggera sull’auto guidata dal genero, lungo la provinciale 63, a Steccato di Cutro. La vettura esce di strada, finisce contro un muretto. Per Paola l’impatto è fatale. Con lei ci sono il genero, la figlia e la nipote di 11 anni: tutti e tre vengono trasportati in codice rosso all’ospedale di Catanzaro.
Il 23 agosto, a Bisignano, muore Andrea Rago. Ha 28 anni, è di Luzzi. Viaggia in scooter lungo la strada a scorrimento veloce che incrocia la provinciale per Luzzi quando viene coinvolto in uno scontro con due automobili, una Ford Fiesta e una Fiat Panda. Le sue condizioni appaiono subito disperate. Viene trasferito in elisoccorso all’ospedale di Cosenza, ma anche questa volta la corsa contro il tempo si conclude con una sconfitta. Andrea muore in ospedale.
Poi, il 27 agosto, un’altra auto esce di strada sulla Statale 616, nel territorio di Pedivigliano. Finisce violentemente contro le barriere di protezione. A bordo c’è una persona che muore nell’impatto. Arriva anche l’elisoccorso, ma non può fare nulla.
Storie diverse, luoghi diversi, età diverse. Un elenco che per tutta l’estate non smette di allungarsi. Non si ferma neanche oggi. I nomi che si aggiungono sono quelli di Vincenzo Loccisano, 53 anni, e delle figlie Maria Sophie e Grace Fatima, di 13 e 8 anni. La mamma delle due bambine è in ospedale, in condizioni gravissime. Una famiglia distrutta in uno scontro terribile con un camion. Un nuovo orrore che prende corpo alle prime luci del mattino, sulla Ionio-Tirreno, a pochi chilometri da Rosarno. Con le vacanze ormai concluse e la riapertura delle scuole dietro l’angolo.
Oggi è Gioiosa Ionica a piangere i suoi morti, stretta nell’abbraccio di un’intera Calabria che per tutta l’estate non è riuscita ad asciugare le sue lacrime.

