Dopo l'appello lanciato due settimane fa dai residenti della frazione di Cessaniti, la situazione non è cambiata. Le famiglie denunciano che l'acqua continua ad arrivare a intermittenza o per periodi troppo brevi per riempire i serbatoi. Tra anziani, bambini e persone con disabilità cresce l'esasperazione
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A distanza di due settimane dal primo appello pubblicato da ilVibonese.it, a Mantineo, frazione di Cessaniti, l'emergenza idrica continua. Per i residenti, infatti, non è cambiato nulla e la mancanza d'acqua, che va avanti ormai da circa tre mesi, sta rendendo sempre più difficile la vita quotidiana.
Già nella precedente segnalazione i cittadini avevano raccontato di essere costretti, dall'inizio di giugno, a procurarsi l'acqua con mezzi propri, trasportandola dalle abitazioni di parenti e amici dotati di pozzo oppure facendo affidamento su cisterne e serbatoi. Una situazione che avevano definito «insostenibile», denunciando anche i continui solleciti rivolti al Comune senza una soluzione definitiva.
Oggi arriva un nuovo appello. A parlare è un residente del popoloso quartiere, che descrive una situazione ancora più pesante: «Il problema va avanti da maggio. Ci avevano detto che avrebbero distribuito l'acqua due volte a settimana tra la parte alta e quella bassa del paese, ma la situazione è solo peggiorata».
Più volte i residenti sono andati al Comune per lamentare il problema. L’ultima volta giovedì: «Il sindaco ci ha ribadito ancora una volta che il problema dipende dalla pressione dell'acqua e che la distribuzione del prezioso liquido avviene due volte a settimana. Ma dai nostri rubinetti non sgorga neppure una goccia d’acqua», denuncia.
L'emergenza pesa soprattutto sulle persone più fragili. «Nel nostro quartiere ci sono bambini, anziani e disabili».
L'appello dei residenti è rivolto ancora una volta alle istituzioni. Chiedono che venga individuata una soluzione, anche valutando forniture idriche alternative o collegamenti con altre reti: «Siamo ad agosto, affrontiamo il caldo con i bidoni d'acqua. Non possiamo farci una doccia, non possiamo lavare i piatti. Dopo una giornata di lavoro dobbiamo lavarci con le bottiglie. Così non si può andare avanti», conclude.

