È coinvolto nell’operazione “Blu Notte” contro il clan Bellocco scattata nel 2022 con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria
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Richiesta di condanna anche per Giuseppe Maiuri, 42 anni, di Pizzo, nell’ambito del processo nato dall’operazione “Blu Notte” contro il clan Bellocco di Rosarno. La richiesta di pena ad 8 anni di reclusione è arrivata al termine della requisitoria della Dda di Reggio Calabria nel processo che si sta celebrando dinanzi al Tribunale collegiale di Palmi e che vede complessivamente a giudizio 21 imputati.
Secondo l’accusa, Francesco Benito Palaia di Rosarno, in concorso con Antonino Biondo, anche lui di Rosarno (processati con rito abbreviato), avvalendosi dell’intermediazione di Antonio Maiuri (78 anni, padre di Giuseppe, nativo di Ascea, nel Salernitano, ma da anni residente a Vibo e, da ultimo, a San Gregorio d’Ippona) e Giuseppe Maiuri, avrebbe venduto a un soggetto proveniente da Napoli (non meglio identificato) – che l’acquistava per la successiva rivendita – un quantitativo pari a cinque chilogrammi di cocaina al prezzo di 25.000 euro al chilogrammo (parte di una più ampia partita di sei chili custodita presso l’abitazione di un soggetto ignoto residente a Roma). La contestazione è aggravata dall’agevolazione al clan Bellocco di Rosarno.
I legami Maiuri-Palaia
Già coinvolto nell’operazione antidroga denominata “Panama”, Antonio Maiuri da tempo si è trasferito a San Gregorio d’Ippona. La conoscenza di Francesco Benito Palaia con Maiuri si sarebbe consolidata nell’ambiente carcerario, dove i due avevano trascorso un comune periodo di detenzione all’interno del medesimo istituto penitenziario. In data 3 dicembre 2019 Antonio Maiuri, insieme al figlio Giuseppe Maiuri, avrebbe raggiunto l’abitazione di Francesco Benito Palaia a Rosarno. Il colloquio tra i tre soggetti, registrato in modalità ambientale, avrebbe permesso di appurare come la compravendita del carico di cocaina fosse il motivo che aveva spinto i due Maiuri a raggiungere la casa di Palaia. Dalla captazione sarebbe emerso anche il loro ruolo rivestito dai Maiuri, vale a dire quello di intermediari in favore di altri soggetti di origine campana (e in particolare della zona di Napoli), zona di origine del Maiuri. Che la presenza dei Maiuri a casa di Palaia fosse finalizzata all’approvvigionamento dello stupefacente emergeva anche dall’affermazione di Antonio Maiuri riguardante i canali di rifornimento cui era solito rivolgersi prima di entrare in affari con Francesco Benito Palaia, vale a dire i canali rappresentati dalle figure di narcotrafficanti di San Calogero tra i quali spiccavano le figure di Barbieri Vincenzo e Ventrici Francesco (“Io all’epoca prima di venire qua andavo sempre da coso .. a San Calogero .. “,”Da Barbieri..”, “Ventrici”, “Zinnà”). Vincenzo Barbieri è stato ucciso in un agguato nel marzo del 2011 (omicidio ad oggi impunito), mentre Francesco Ventrici si trova in carcere per condanne definitive legate al narcotraffico. Giuseppe Maiuri nei giorni scorsi – su istanza dell’avvocato Diego Brancia – ha lasciato il carcere (si trovava detenuto dal 13 dicembre 2022) per gli arresti domiciliari.

