Nicola Gratteri? «Il peggiore che abbiamo». A parlare non è uno dei tanti detrattori dell’ultima ora del procuratore di Napoli. No. A parlare è quello che la Dda di Reggio Calabria considera un pezzo da 90 della ‘ndrangheta: Frank Albanese, 59 anni, secondo gli investigatori il trait d’union tra la base della potente cosca Commisso di Siderno e la sua proiezione negli Stati Uniti.
L’asse è quello Siderno-Stato di New York. È ad Albany che vive Frank Albanese, elemento di spicco del clan Commisso Oltreoceano, dove fa da raccordo tra la cosca reggina e le “famiglie” stanziate in Usa e Canada. Ma la testa della cosca è in Calabria, comandata, secondo gli inquirenti, da Antonio Commisso, 46 anni, (che comanderebbe le propaggini anche in Usa e Canada). A Siderno si torna sempre e Frank Albanese lo fa in estate, quando rientra sullo Jonio per fare vacanza e per confrontarsi, vis a vis, con i boss calabresi.
Ed è proprio sulla costa jonica reggina che il 24 agosto del 2024 lo hanno intercettato i carabinieri del Ros nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio che ha portato, due giorni fa, al fermo di otto persone. Tra queste, oltre a Frank Albanese, classe ’67, anche Giuseppe Archinà, classe ’62, di Siderno; Francesco Baggetta, classe ’60, di Siderno; Salvatore Barranca, classe ’68, di Siderno; Antonio Commisso, classe ’80, nato a Locri; Vincenzo Figliomeni, classe 2003, nato a Locri; Davide Gattuso, classe ’75, nato a Reggio Calabria; Francesco Antonio Sgambelluri, classe ’80, di Siderno.

Ma torniamo all’intercettazione del 24 agosto 2024. Un’intercettazione in inglese tradotta dal Ros. Frank Albanese parla con uno zio materno, anche lui italo-americano e anche lui a Siderno in vacanza. Lo zio è curioso di conoscere la figura di questo magistrato italiano del quale ha sentito parlare alla Cnn.
«Dopo Falcone e Borsellino, ne è uscito fuori un altro...continuava a uscire... sulla Cnn ci stava... un nuovo magistrato... È qui?», chiede lo zio.
Albanese conferma e svela il nome «Nicola Gratteri».
«L'hanno fatto vedere una volta – dice lo zio – era corto ehm... lo sai non davvero grosso... e aveva... i capelli radi! Ed era un magistrato...».
E aggiunge: «Dicevano che era un vero figlio di puttana!»
La descrizione coincide e Albanese aggiunge un dettaglio: «Si. Il peggiore che abbiamo».
«Sì – fa eco lo zio – dicevano che lui era peggio di Borsellino e Falcone».
«Lui prima era a Locri.... poi da lì è andato a Reggio, poi da Reggio è andato a Catanzaro!», lo informa Frank Albanese.
Lo zio ha una curiosità: «È ancora vivo o morto?»
Il sempre bene informato Albanese aggiunge: «No è ancora vivo... adesso lo hanno mandato a Napoli!».

Per meglio capire il calibro mafioso di Frank Albanese, nel fermo viene messa in rilievo un’altra intercettazione, sempre con lo zio d’America, nel corso della quale Albanese asserisce che avrebbe dovuto incontrare il boss siciliano Matteo Messina Denaro.
«Dovevo vedermi con lui!», riferisce.
Il fatto non è da escludere secondo i magistrati calabresi perché «i legami di Cosa Nostra con la ‘ndrangheta, in particolare di Siderno, sono da tempo emersi e cristallizzati nei provvedimenti giudiziari».
E «solo un personaggio di un certo rilievo mafioso aveva la possibilità di incontrare l’uomo di Cosa Nostra più ricercato d’Italia da decenni».