La Procura aveva invece chiesto il rinvio a giudizio ipotizzando una truffa aggravata all’Inps e l’erogazione illecita della pensione di invalidità civile per sette anni e un importo di oltre 144mila euro
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Non luogo a procedere da parte del gup del Tribunale di Vibo Valentia, perché il fatto non sussiste, nei confronti di Emiliano Artusa, 51 anni, di Zambrone, accusato di truffa aggravata. In particolare, “mediante artifizi e raggiri” avrebbe “falsamente attestato la propria condizione di invalidità totale all’Inps di Vibo Valentia”. Per la Procura di Vibo non sarebbe stato un falso invalido, poiché – sulla scorta delle indagini dei carabinieri di Zungri, Emiliano Artusa sarebbe risultato muoversi senza alcun ausilio o accompagnatore, quindi capace di svolgere le funzioni quotidiane ed inducendo così in errore - in ordine ai requisiti di legge - la commissione medica per l’accertamento dell'invalidità civile. L’Inps dichiarava infatti Emiliano Artusa invalido totale il 26 giugno 2018, con permanente inabilità lavorativa al 100% e con la necessità di un’assistenza continua. L’ingiusto profitto contestato dalla Procura era corrispondente alla pensione di invalidità civile per l'importo totale di 144.853,26 euro (in sette anni), somma che era stata sequestrata. Il reato contestato copriva infatti un arco temporale che andava dal 26 giugno 2018 al 3 novembre 2025. Dinanzi al gup, l’avvocato Demetrio Procopio è riuscito a dimostrare la lacunosità delle indagini poiché non avrebbero tenuto conto di tutte le patologie da cui è affetto Artusa. In udienza preliminare la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio, mentre la difesa - dopo aver depositato apposita memoria difensiva – aveva illustrato le ragioni della propria strategia chiedendo sentenza di non luogo a procedere poiché il fatto non sussiste. All’esito della camera di consiglio, il gup ha accolto la richiesta dell’avvocato Procopio emettendo sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.

