Anche la Camera Penale di Vibo Valentia ha aderito all’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali italiane, con un accesso nella locale casa circondariale finalizzato a verificare le condizioni di detenzione delle persone private della libertà personale. L’iniziativa, che si rinnova ogni anno durante il periodo estivo, nasce dalla consapevolezza che i mesi di luglio e agosto rappresentano spesso un momento particolarmente delicato per gli istituti penitenziari, periodi durante i quali è necessario mantenere ancor più alta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno delle carceri. Nel corso della visita, una delegazione di avvocati della Camera Penale vibonese – gli avvocati Giuseppe Bagnato, Antonio Porcelli, Stefania Rombolà, Giosuè Monardo, Elisabetta Polito, Bruno Tassone, Davide Accorinti, Viola Bono e Gabriella Riga - è stata accolta dal vicedirettore dell’Istituto, Omar Milito, che ha guidato e accompagnato la delegazione insieme al commissario Rocchio.

Nel corso della visita la delegazione ha avuto modo di confrontarsi con la direzione dell’istituto, con gli educatori e il capo dell’area educativa, poi con il personale penitenziario e sanitario presente nell’istituto nonché con i detenuti, raccogliendo segnalazioni e criticità, constatando di presenza lo status attuale della Casa di reclusione di Vibo.

Tra le note positive emerse, ad avviso dei penalisti vibonesi, l’assenza di celle sovraffollate e un carcere che nel complesso ospita un numero di detenuti in conformità alla capienza regolamentare. Quindi l’assenza di suicidi in carcere a Vibo nell’anno 2025, mentre se ne registra uno nel 2026. Tante le iniziative prospettate della direzione del carcere per il futuro, tra cui l’apertura di un laboratorio di pasticceria e panetteria, nonché l’avvio a breve della realizzazione della c.d. “stanza dell’affettività”. Significativa è anche la presenza di un campetto di calcio e del teatro. Tuttavia dai dati forniti, ad avviso della Camera penale vibonese, emergono carenze di personale nell’area sanitaria e nel numero di agenti della polizia penitenziaria.

L’adesione della Camera Penale di Vibo Valentia si inserisce nel più ampio impegno dell’avvocatura penalista a favore della dignità della persona detenuta e della piena attuazione dell’articolo 27 della Costituzione, secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. “Gli accessi, come nella presente iniziativa, dell’avvocatura all’interno degli istituti penitenziari – sottolinea il direttivo della Camera Penale – costituiscono un momento fondamentale di ascolto, verifica e confronto indispensabile per mantenere viva l’attenzione sulle criticità del sistema carcerario, soprattutto in un periodo dell’anno in cui il rischio di isolamento è maggiore. Ringraziamo la direttrice e il vicedirettore della Casa di reclusione di Vibo Valentia, nonché gli educatori e il personale della polizia penitenziaria per la collaborazione e la disponibilità dimostrate”. La relazione redatta all’esito della visita contribuirà quindi al monitoraggio nazionale promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in Agosto”, con l’obiettivo di favorire interventi concreti a tutela dei diritti delle persone detenute e promuovere un sistema penitenziario sempre più rispettoso dei principi costituzionali.