Nulla da fare per l’udienza preliminare nei confronti di nove indagati per i quali la Procura di Vibo ha avanzato negli scorsi mesi al gup richiesta di rinvio a giudizio per il reato di truffa. Difetti di notifiche hanno fatto slittare l’udienza preliminare (gup Roberta Ricotta, alla sua ultima udienza al Tribunale di Vibo) nei confronti degli indagati e tra loro c’è anche il sindaco di Nardodipace Romano Loielo. Se ne riparlerà il 15 aprile prossimo, sperando che per tale data le notifiche siano andate tutte a buon fine e venga designato in tempo utile un nuovo gup. Concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, con pari danno per lo Stato, la contestazione mossa dalla Procura nei confronti di: Romano Loielo, 54 anni, sindaco di Nardodipace; Maurizio Maiolo, 51 anni; Marinella Iacopetta, 43 anni (moglie di Maiolo); Bruno Maiolo, 76 anni; Laura Tassone, 71 anni; Antonia Costa, 69 anni; Catena Ieraci, 92 anni. Tali indagati sono tutti di Nardodipace. Richiesta di rinvio a giudizio anche per: Antonella Caraffa, 44 anni, di Caulonia, e Giuseppe Carè, 26 anni, di Riace, in provincia di Reggio Calabria.

Le contestazioni al primo cittadino

Le accuse mosse dalle Procura all’attuale sindaco di Nardodipace (eletto nel maggio 2023 dopo che due precedenti amministrazioni dallo stesso guidate sono state sciolte per infiltrazioni mafiose) coprono un arco temporale che va dal 24 febbraio 2022 al 10 novembre 2023. Il reato di truffa aggravata vede indagato Romano Loielo in concorso con Antonella Caraffa e Giuseppe Carè. In particolare, al fine di “conseguire indebitamente le erogazioni pubbliche derivanti dalle detrazioni del Superbonus 110%”, Antonella Caraffa in qualità di direttore dei lavori, Romano Loielo quale responsabile dei lavori, e Giuseppe Carè in qualità di titolare dell’impresa esecutrice delle opere G. C. Costruire srls avrebbero dichiarato la presenza di un condominio minimo “sebbene i lavori riguardassero unità immobiliari in parte indipendenti nella notifica preliminare al Sue del Comune di Nardodipace e nella Cilas Superbonus del 24 febbraio 2022”. Quindi – stando al capo d’imputazione – a fronte di “lavori mai eseguiti, ovvero eseguiti solo in minima parte, Antonella Caraffa e Romano Loielo asserivano falsamente lo stato di avanzamento lavori al 30% e poi al 60%”, mentre Giuseppe Carè è accusato di aver emesso fatture “per prestazioni inesistenti o incomplete”. Gli ingiusti profitti ottenuti con tali contestate condotte sono stati così quantificati dagli inquirenti: 22.597,88 euro per Antonia Caraffa quale compenso per l’asseverazione dello stato di avanzamento lavori al 30% e poi al 60%; 4.002,00 euro per Romano Loielo quale compenso a titolo di responsabile dei lavori, e 517.563,00 euro per Giuseppe Carè a fronte di fatture per un totale di spese sostenute pari a 215.581,00 euro e un totale di spese mai eseguite pari a 254.937,674 euro. Il tutto “con pari danno per lo Stato”, trattandosi di erogazioni pubbliche.

Le altre accuse

Maurizio Maiolo (già consigliere e assessore nella precedente amministrazione Loielo del 2013) e la moglie Marinella Iacopetta sono accusati di truffa aggravata in concorso con Bruno Maiolo, Laura Tassone, Antonia Costa e Catena Ieraci in quanto, al fine di “conseguire indebitamente le erogazioni pubbliche derivanti dalle detrazioni del Superbonus 110%, in qualità di proprietari o utilizzatori di unità immobiliari non costituite in condominio, ma in parte indipendenti”, avrebbero simulato la presenza di un condominio per il quale “Maurizio Maiolo veniva delegato quale committente per redigere e notificare al Comune di Nardodipace la Cila Superbonus finalizzata ad accedere al beneficio per l’efficientamento energetico nonché per l’adeguamento sismico e ottenere, in tal modo, un ingiusto profitto sotto forma di sconto”. Tale ingiusto profitto è stato quantificato dalla Procura di Vibo in: 258.780,00 euro per i coniugi Maurizio Maiolo e Marinella Iacopetta (congiuntamente); 86.260,00 euro per Bruno Maiolo e Laura Tassone (congiuntamente); 86.260,00 euro per Antonia Costa; 86.260,00 euro per Catena Ieraci. Tali condotte, secondo la pubblica accusa, avrebbero inoltre consentito di ottenere “un ingiusto profitto pari a 517.563,00 euro sotto forma di sconto in favore della ditta G.C.Costruire srls per lavori mai eseguiti ovvero effettuati in minima parte”. Le contestazioni coprono un arco temporale che va da giorno 8 febbraio 2022 al 10 novembre 2023.