VIDEO | I disagi che è costretto a vivere un pensionato residente a Vena Superiore mentre prosegue la ricerca del guasto che sta lasciando a secco diverse abitazioni del centro storico: «Lavo anche i panni qui, la doccia? Vado al mare a Bivona»
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Il signor Tavella intento a rifornirsi d'acqua al Municipio
Sono le due del pomeriggio quando, davanti all’ingresso di Palazzo Luigi Razza, sede del Comune di Vibo Valentia, un uomo apre il cofano della sua auto. All’interno ci sono diverse taniche vuote. Prende una chiavetta, collega un tubo a una condotta idrica situata accanto all’ingresso del municipio e apre la valvola.
«Sono autorizzato», precisa mentre l’acqua comincia a scorrere nei contenitori.
Da circa un mese, infatti, in molte abitazioni del centro storico non arriva acqua. Il Comune è impegnato nella ricerca del guasto che ha provocato il disservizio, con l’assessore alla Manutenzione Francesco Colelli al lavoro insieme ai tecnici della ditta incaricata. Nel frattempo, però, i cittadini devono fare i conti con una situazione che sta incidendo sulla vita quotidiana.
Tra loro c’è Rosario Tavella, 70 anni, originario di Vena. Per oltre mezzo secolo ha vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, dove ha lavorato come artigiano. Una volta in pensione ha deciso di tornare a vivere a Vibo Valentia. Oggi, però, la sua giornata è scandita dalla ricerca dell’acqua.
«Questa è la vita che faccio dal 18 maggio», racconta mentre riempie le taniche. «Mi sono attrezzato con questo sistema per poter portare a casa l’acqua necessaria a lavare i piatti, cucinare, pulire la verdura e svolgere le attività indispensabili. Cerco di non sprecarla e quando è sporca la riutilizzo per il bagno».
L’uomo spiega di aver ottenuto l’autorizzazione dagli uffici comunali dopo aver segnalato più volte il problema. «Non vengo qui di mia iniziativa. Sto prendendo l’acqua come mi è stato consentito fare perché devo andare avanti».
Tavella racconta anche le difficoltà legate alle sue condizioni di salute. «Ho subìto 28 interventi chirurgici e la mia situazione è nota all’Azienda sanitaria. Anche trasportare dieci litri d’acqua può diventare complicato. Senza acqua in casa non riesco a fare nulla».
Le conseguenze del disservizio hanno coinvolto anche parenti e amici che erano andati a trovarlo. «Ho avuto ospiti arrivati dal Brasile e dalla Lombardia. Sono rimasti sorpresi da questa situazione. Vivere senza acqua è difficile».
In attesa che il problema venga risolto, il pensionato si organizza come può. «Faccio un po’ la spola tra il Comune e una parrocchia di Vibo dove il sacerdote mi ha autorizzato a prendere acqua. Per lavarmi vado al mare, a Bivona. Riempio alcuni contenitori, li lascio riscaldare al sole e a fine giornata faccio la doccia».
Una situazione che, secondo il settantenne, si ripropone da anni durante il periodo estivo. «Da quando sono tornato a vivere qui è sempre stata una lotta».
Alla domanda su cosa chieda all’amministrazione, la risposta è immediata: «Chiedo semplicemente che arrivi l’acqua nella rete idrica di casa mia, attraverso il contatore che pago regolarmente».
Dopo aver riempito le taniche, Tavella resta ancora qualche minuto davanti al Municipio. Nel bagagliaio ha anche una bacinella e alcuni indumenti che laverà più tardi per pudore: «Ho atteso che non ci fosse nessuno, neppure l'obiettivo delle telecamere», conclude.

