«Siamo disperati, è come essere tornati indietro di 80 anni, quando mio nonno andava a prendere l’acqua alla fontanella». A parlare è un residente del centro storico di Vibo Valentia che racconta le difficoltà quotidiane causate da una persistente carenza idrica. «È un problema che riguarda noi abitanti, ma anche numerose attività commerciali – parrucchieri, bar e locali – presenti lungo via Razza, parte di Corso Umberto, nella zona della Prefettura, in piazza Morelli, piazza Diaz e via Hipponion».

L’acqua arriva nelle abitazioni a singhiozzo, spesso a giorni alterni. Una situazione che si trascina ormai dal periodo successivo alla Pasqua. «Da circa dieci giorni, però, dai rubinetti non scende neppure una goccia. Eppure gli interventi ci sono stati. L’assessore Colelli si è impegnato, sono arrivati i tecnici e sono stati eseguiti dei lavori. Sembrava che l’emergenza fosse rientrata, invece il problema si è ripresentato».

Una situazione che ha raggiunto il suo acme nella prima metà di maggio, quando una serie di rotture delle tubature in più punti aggravarono una situazione già difficile. In quell’occasione ci vollero circa 30 ore di interventi continui, anche notturni, per superare la crisi.

Eppure la carenza idrica continua e sta mettendo a dura prova famiglie e attività economiche, con pesanti ripercussioni anche sul piano finanziario. «Alcuni parrucchieri sono costretti a portare l’acqua da casa o a rimandare indietro i clienti. Un ristorante della zona ha dovuto chiudere per alcuni giorni. Come si può lavorare senza acqua? Nelle nostre case, per riuscire a lavarci, utilizziamo persino un bollitore. Paghiamo regolarmente le tasse e non riceviamo un servizio essenziale. Non chiediamo l’acqua 24 ore su 24, anche se sarebbe un nostro diritto, ma almeno la possibilità di riempire le cisterne e vivere in condizioni dignitose». 

L’auspicio dei residenti è che finisca il «rimpallo di responsabilità tra Comune e Sorical» e che venga finalmente garantito un servizio idrico regolare a cittadini e attività del centro storico.