Una pioggia di colpi di pistola esplosi nella notte contro due mezzi aziendali. È quanto accaduto a Vibo Valentia, nella sede della Bartolini situata nella zona industriale, nei pressi dell'aeroporto militare. Un raid sul quale stanno indagando i carabinieri e che ha, ovviamente, tutti i crismi dell’ennesima intimidazione ai danni di un impresa, in questo caso la ditta che svolge l’attività di trasporto e consegna colli sotto le insegne di Bartolini.

L'episodio risale alla notte tra lunedì 2 e 3 novembre. Martedì mattina il responsabile del centro logistico si è accorto di quanto accaduto nottetempo e si è recati dai carabinieri per presentare denuncia. Uno dei mezzi colpiti era all’interno del piazzale della ditta, l’altro appena fuori il cancello.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, che hanno effettuato i primi accertamenti e avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell'azione e identificare chi abbia aperto il fuoco contro i mezzi della società di spedizioni.

La pista dell'intimidazione

A rendere particolarmente inquietante l'episodio è il numero dei colpi esplosi: ben quattordici. Un'azione sulla cui natura gli investigatori stanno cercando di fare luce, a cominciare dalle ragioni che avrebbero spinto gli autori a prendere di mira proprio il deposito della Bartolini. In cima alle ipotesi investigative c’è quella di un'intimidazione a scopo estorsivo, anche se allo stato dei fatti non risulterebbero messaggi, richieste o rivendicazioni esplicite che consentano di individuare con certezza il movente dell'azione.

Le telecamere al vaglio degli investigatori

Un contributo alle indagini potrebbe arrivare dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella struttura e lungo le strade di accesso alla zona industriale. Le registrazioni potrebbero aiutare a circoscrivere l'orario dell'incursione e a individuare eventuali movimenti sospetti nelle ore in cui sono stati esplosi i colpi.

Torna la paura dopo l’escalation tra aprile e giugno 

Torna dunque la paura nella periferia sud della città di Vibo, dopo i numerosi episodi dello stesso tipo che si sono consumati nei mesi scorsi, soprattutto tra aprile e giugno. 

Nella notte tra il 29 e 30 aprile, un commando armato di fucile a pallettoni prese di mira cinque aziende della zona industriale tra Vibo Valentia e Jonadi, esplodendo colpi contro le loro sedi.

Tra le attività finite nel mirino figuravano Metal Sud Lo Gatto, Sud Edil Ferro, BM Colloca, Agricola Baldo e Kernel. Un'azione che destò enorme preoccupazione, anche per le modalità con cui venne eseguita: più obiettivi colpiti nell'arco della stessa notte, in un'area nella quale operano numerose imprese e lavoratori.

Le sparatorie contro auto e abitazioni

Nei giorni successivi la sequenza di episodi si allargò alle aree limitrofe. Il 7 maggio, in località Mannella di San Gregorio d'Ippona, venne presa di mira l'automobile di un giovane commerciante. Sul terreno furono rinvenuti 19 bossoli e alcuni proiettili raggiunsero anche le abitazioni vicine, mandando in frantumi una finestra e colpendo persino il box doccia di una casa.

La notte seguente, sempre a San Gregorio d'Ippona, dieci colpi di pistola furono esplosi contro l'auto di un cameriere di 38 anni. Gli investigatori, già allora, distinguevano tra possibili intimidazioni di matrice estorsiva ed episodi che avrebbero potuto avere motivazioni differenti, comprese vicende personali o gesti di emulazione.

Il 14 maggio, a Vena di Jonadi, venne poi danneggiata la saracinesca di un gommista. Tra il 4 e il 5 giugno, infine, un altro episodio particolarmente grave: numerosi colpi di pistola contro le serrande di un centro di fisioterapia in contrada Mannella, ancora una volta nel territorio di San Gregorio d'Ippona, a poca distanza dal quartiere vibonese di Moderata Durant.

La fiaccolata contro la 'ndrangheta

Quell'escalation aveva provocato una forte reazione della comunità. Il 7 maggio centinaia di cittadini, imprenditori, studenti e rappresentanti delle istituzioni avevano attraversato la zona industriale con una fiaccolata promossa dalla Diocesi e guidata dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro. Una manifestazione di solidarietà nei confronti delle aziende colpite e di rifiuto della violenza mafiosa.

A distanza di mesi, gli spari contro i mezzi della Bartolini restituiscono attualità a quelle preoccupazioni. Non esistono, allo stato, elementi che consentano di collegare il nuovo raid ai precedenti, ma la coincidenza territoriale e le modalità dell'azione riportano inevitabilmente l'attenzione sulla sicurezza delle attività produttive nella periferia sud del capoluogo.