La scritta, a caratteri cubitali, è comparsa questa mattina sul muro adiacente alla strada che conduce all’impianto comunale. Un messaggio diretto al primo cittadino Romeo per chiedere la riapertura di una struttura ancora chiusa e attesa da tanti cittadini
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«Enzo, riapri con urgenza la piscina». È il messaggio, scritto a caratteri cubitali su un grande cartello, comparso questa mattina sul muro adiacente alla strada che conduce alla piscina comunale di Vibo Valentia. Una scritta ben visibile anche dalla Statale 18, indirizzata direttamente al sindaco Enzo Romeo, per chiedere la riapertura dell'impianto sportivo.
Un'iniziativa plateale, presumibilmente riconducibile a un cittadino del Vibonese, che attraverso poche parole ha voluto riportare l'attenzione su una vicenda che continua a far discutere: quella della piscina comunale, da tempo chiusa e ancora in attesa di tornare a disposizione della città.

La struttura, intitolata alla memoria di Antonino Mangialavori, rappresentava un punto di riferimento per tanti ragazzi, famiglie, appassionati di nuoto e società sportive del territorio. La sua chiusura continua a privare Vibo e il comprensorio di un servizio pubblico, costringendo chi pratica attività natatoria a cercare alternative fuori città.
La protesta arriva a pochi giorni dalla nuova ricostruzione dello stato dell'impianto, con i cancelli ancora chiusi e i lavori di riqualificazione non completati. Come riportato da Il Vibonese, nonostante gli interventi già realizzati e le risorse stanziate per il recupero della struttura, restano da completare alcune opere prima di poter procedere con l'affidamento della gestione.
Sulla vicenda era intervenuto anche il parlamentare Giuseppe Mangialavori, che aveva espresso il proprio rammarico per i ritardi, ricordando l'impegno per il reperimento dei finanziamenti destinati alla riqualificazione dell'impianto.
Il cartello comparso lungo la Statale 18 aggiunge adesso un'altra voce alla richiesta di riapertura. Non un comunicato ufficiale né una presa di posizione politica, ma un messaggio diretto al sindaco, che riassume il disagio di chi aspetta di poter tornare a utilizzare una struttura considerata importante per lo sport e la socialità del territorio.


