«In mancanza di un’assistenza adeguata, sono costretta a recarmi personalmente a scuola per nutrire mia figlia e cambiarla». È la denuncia di Rosetta, madre di Carol, 15 anni, studentessa iscritta alla prima media dell’Istituto comprensivo Rombiolo-San Calogero-Cessaniti.

Carol è affetta da una grave disabilità motoria e cognitiva. Utilizza permanentemente una carrozzina posturale personalizzata ed è affetta da tetraparesi discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia. Ha bisogno di assistenza continua per l’alimentazione, anche attraverso la PEG, per la postura, la movimentazione, l’igiene personale e il cambio.

In una lettera aperta, Maurizio e Rosetta, genitori di Carol denunciano l’assenza di alcune figure necessarie a garantire l’assistenza della ragazza durante l’intera permanenza a scuola e parlano di «situazione grave, umiliante e inaccettabile».

«Una madre non può essere obbligata a sostituirsi quotidianamente ai servizi che le istituzioni hanno il dovere di predisporre. Una famiglia non può essere lasciata sola ad affrontare un carico assistenziale così delicato, sacrificando il lavoro, gli impegni quotidiani e la propria organizzazione familiare».

Per la famiglia, il problema era stato segnalato prima dell’inizio delle lezioni.

«Le necessità di Carol sono state oggetto di formali richieste e diffide trasmesse anche attraverso i nostri legali», spiegano. «Già da luglio 2026 è stata richiesta l’attivazione tempestiva di tutte le figure indispensabili per garantire il diritto allo studio e all’inclusione di Carol».

I genitori sostengono che, nonostante le richieste e le successive segnalazioni, l’anno scolastico sia iniziato senza che l’assistenza fosse garantita in modo completo e continuativo.

«Carol ha bisogno dell’insegnante di sostegno per il numero di ore riconosciuto, dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione e di collaboratori scolastici adeguatamente incaricati e formati per l’assistenza materiale, l’igiene personale e il cambio», spiegano.

«Occorre, inoltre, garantire la presenza di personale in grado di assisterla durante il pasto e nella gestione della PEG secondo le prescrizioni sanitarie».

Per Maurizio e Rosetta, «Carol non può frequentare la scuola soltanto a condizione che sua madre rimanga costantemente disponibile a intervenire», sostengono. «Non stiamo chiedendo un favore e non stiamo domandando un trattamento privilegiato. Chiediamo soltanto che nostra figlia possa andare a scuola in condizioni di sicurezza e dignità, ricevendo l’assistenza che le sue condizioni richiedono e partecipando alla vita scolastica come tutti gli altri studenti».

L’appello alle istituzioni

La famiglia si rivolge quindi alla dirigenza scolastica, al Comune di Zungri, all’Ufficio scolastico competente e alle altre istituzioni coinvolte.

«Chiediamo l’attivazione immediata e continuativa di tutte le figure necessarie ad assistere Carol per l’intera durata dell’orario scolastico, senza vuoti, riduzioni o soluzioni che continuino a scaricare sulla famiglia responsabilità spettanti alle istituzioni».

La richiesta riguarda anche l’assistenza durante l’alimentazione e la gestione della PEG. «Non vogliamo altre promesse. Non vogliamo rinvii. Non vogliamo più sentirci dire che bisogna attendere. Carol non può aspettare», affermano i genitori.

«Carol non è una pratica amministrativa, un costo da sostenere o un problema da affidare alla disponibilità della sua famiglia. Carol è una studentessa, una ragazza e una persona titolare degli stessi diritti e della stessa dignità di tutti gli altri».

E concludono: «Continueremo a far sentire la nostra voce fino a quando nostra figlia non potrà frequentare la scuola accompagnata da tutte le figure professionali di cui ha bisogno. Perché l’inclusione non può rimanere una parola scritta nei documenti. Deve diventare una realtà concreta, ogni giorno e per ogni ora trascorsa a scuola».