In memoria di Ninì Luciano, Vibo ricorda l’intellettuale scomparso

Una serata dedicata alla figura dello stimato politico e scrittore, deceduto nel novembre dello scorso anno, si terrà nella fattoria sociale “Junceum” sede dell’associazione “La goccia”

Una serata dedicata alla figura dello stimato politico e scrittore, deceduto nel novembre dello scorso anno, si terrà nella fattoria sociale “Junceum” sede dell’associazione “La goccia”

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Il compianto Gaetano Luciano
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Il prossimo lunedì 20 agosto, a partire dallo ore 18.30, nella sede dell’associazione di volontariato “La goccia” di Vibo si terrà un’evento di commemorazione del professor Gaetano Luciano, scomparso a novembre dello scorso anno, politico, intellettuale e scrittore, protagonista di importanti battaglie per il riscatto etico, culturale e sociale del territorio. L’iniziativa è stata organizzata dalla Delegazione Vibonese di Italia Nostra, di cui Luciano era presidente, insieme all’associazione di volontariato “La Goccia” e con la partecipazione dell’accademia musicale “Musikè”. La scelta del luogo non è causale. A luglio dello scorso anno, infatti nel corso della commemorazione della giovane violinista Greta Medini, risale l’ultima testimonianza pubblica di Luciano e nell’occasione aveva espresso il desiderio che la struttura potesse ospitare anche la sede della Delegazione Vibonese di Italia Nostra per lo spirito e la funzione sociale che realizza sia la fattoria “Junceum” che l’associazione “La Goccia”, dove si attua un progetto di recupero attraverso l’agricoltura sociale, grazie al lavoro portato avanti dal presidente Michele Napolitano e da tutti i fondatori e associati. 

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Nel nome e nel ricordo di Luciano molti tra amici e le tante persone che lo hanno incontrato e apprezzato nei tanti anni di attività nei diversi campi, sia come docente nella scuola che uomo impegnato intellettualmente e politicamente, si ritroveranno per commemorare l’uomo e la figura insieme ai familiari, la moglie Anna e le due figlie Francesca e Vittoria con i rispettivi mariti Emanuele e Sergio. E’ prevista anche la partecipazione di diversi scrittori, studiosi e intellettuali e operatori culturali che hanno conosciuto e collaborato con Luciano, come Santo Gioffrè, Francesco Bevilacqua, il direttore del Sistema bibliotecario vibonese Gilberto Floriani, lo storico e ex senatore Saverio Di Bella, e Luciano Meligrana ed Eugenio Sorrentino, entrambi cultori e ricercatori di storia locale. A questi si uniranno le personalità che hanno ricevuto il “Testimonial Umberto Zanotti Bianco”, un riconoscimento istituito da dieci anni, voluto da Luciano come presidente della delegazione vibonese di Italia Nostra, per mettere in luce l’opera di tutela, di salvaguardia e di promozione nel campo dei beni culturali e sociale, tra cui monsignor Giuseppe Fiorillo come fondatore e coordinatore di Libera Vibo, il professor Giacinto Namia, presidente dell’associazione italiana di Cultura classica, Bruno Congiustì, come direttore della rivista “La barcunata”. Sarà presente inoltre il nuovo presidente regionale di Italia Nostra Angelo Malatacca, insieme ad altri rappresentanti dei presidi regionali che animano la grande associazione ispirata ai valori e all’opera del suo illustre fondatore, Umberto Zanotti Bianco e l’ex presidente della Camera di Commercio di Vibo Michele Lico, con il quale Luciano aveva stretto una importante collaborazione per alcuni progetti culturali.        

La scomparsa del professor Luciano, per tutti “Ninì”, ha suscitato una grande eco di cordoglio in tutto il mondo intellettuale, politico e culturale del territorio, per il suo impegno sempre profuso con grande passione politica e responsabilità etica e civile a partire dalla grande stagione del ’68, che lo ha visto protagonista come leader della sinistra extraparlamentare in Calabria già a cavallo degli anni ’70 e successivamente eletto vicesegretario regionale del Partito socialista italiano. Esemplare il suo importante libro di testimonianza, “Le vie del vento o le rivoluzioni sognate. Cronache della Calabria 1978-1973”, pubblicato nel 2007, che racconta quel periodo entusiasmante, carico di aspirazioni e ambizioni, che ha infiammato le nuove generazioni di tutto il mondo, con i suoi tanti personaggi protagonisti che hanno operato nel Vibonese e in Calabria. Altro libro che ha raccontato un altro importante impegno sia politico che sociale, è quello sulle sorti del cementificio di Vibo Marina, dal titolo “Raccontare il lavoro”, in cui l’impegno politico si è declinato nella grande questione meridionale e nel destino di uno dei comparti che hanno per anni contrassegnato la grande sete di lavoro, ma anche la crisi del settore e di come il capitalismo rapace, dopo aver rapinato il territorio, ne lascia solo macerie e immondizie. L’ultima fatica letteraria è il pamphlet “La città degli accomodamenti” una denuncia del degrado culturale e politico di Vibo Valentia, osservata con gli occhi di un “historeo”, di un testimone oculare che si accorge dell’incuria dei beni civili, culturali e collettivi, e ne documenta la miopia della politica e della classe dirigente che non hanno saputo dare un futuro alla città, attenti solo agli “accomodamenti”, scanditi dall’indifferenza e da interessi meschini e scelte scellerate, con il sacrificio dei valori etici e della stessa dignità umana che deve essere nobilitato dall’impegno politico. Analisi spietata delle sorti di una città in declino, ma sorretta da una visione maturata lungo la sua importante esperienza, e che adesso ha il valore di un breve ma significativo testamento spirituale, che interroga le future generazioni, a partire dalla salvaguardia dei beni culturali, che riassume il suo principale impegno negli ultimi anni della sua vita: “Da dove ripartire? Dalla bellezza, ridando l’anima alla vecchia città” con l’assunto fondamentale e costitutivo che “estetica ed etica sono gli elementi di base per la costruzione di un patto sociale basato sulla nuova identità culturale della città…  e ciò “dipende soltanto da noi e non dai pochi altri, siano politici o burocrati.” Tra i numerosi scritti che lascia, insieme a un’eredità importante di impegno intellettuale per una conoscenza e interpretazione storico-culturale del territorio regionale e provinciale, si ricordano “Viaggio nel ’68 in Calabria” (1990) e “Uomini in politica a Vibo Valentia” (1994).       

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