Carattere

Promossa dalla Fondazione Rambaldi e dal Network LaC l’iniziativa prevede un coinvolgimento degli alunni intorno alle tematiche dell’accoglienza e dell’accettazione delle diversità  

La locandina dell'evento
Cultura

Approda all’istituto “Amerigo Vespucci” di Vibo Marina lo speciale format “L’alieno e l’amicizia” proposto negli istituti di tutta Italia dalla Fondazione culturale Carlo Rambaldi e realizzato, nell’occasione, in partnership con il Network LaC. Incentrata sul celeberrimo film di Steven Spielberg ET L’extra-terrestre, vincitore di quattro premi Oscar tra cui quello per i migliori effetti speciali assegnato a Carlo Rambaldi, l’iniziativa prevede un coinvolgimento diretto degli alunni dell’istituto scolastico guidato da Maria Salvia in una serie di attività che hanno come unico filo conduttore la tematica dell’inclusione e dell’accettazione dell’altro. Il simpatico extra-terreste, attraverso gli aspetti sociali ed etici connessi alla sua figura, diviene così metafora della diversità che, se inizialmente spaventa e incute timore, è però in grado di suscitare sentimenti positivi che vanno dall’amicizia alla lealtà, fino alla ricchezza della diversità. L’evento, in programma venerdì 11 gennaio alle 9.30, prevede una prima fase dedicata alla proiezione del film di Spielberg e un successivo incontro-dibattito in cui gli alunni avranno l’opportunità di dialogare con Daniela Rambaldi, figlia dell’indimenticato mago degli effetti speciali, e con Giuseppe Lombardi, direttore della fondazione dedicata al papà di ET. Quindi si darà l’avvio alla seconda fase, con il lancio del concorso di disegno “L’alieno e l’amicizia”, in cui i bambini e il corpo docente del Vespucci saranno coinvolti dalla Fondazione. «Un concorso che non vedrà vincitori né vinti - spiega Lombardi - ma che premierà tutti i partecipanti, chiamati ad una riflessione sui temi della diversità e dell’accoglienza. Pur guardandoci bene dall’esprimere un giudizio politico in merito alla gestione del fenomeno dell’immigrazione, restiamo convinti che una riflessione sul tema sia estremamente necessaria. Non possiamo nasconderci e far finta che questi fenomeni da noi non esistano anche perché, da calabresi, abbiamo per anni direttamente subito le difficoltà dell’integrazione nei Paesi in cui siamo emigrati. Occorre - conclude Lombardi - continuare a stimolare i bambini per far capire loro che il mondo è di tutte le persone perbene». 

 

Seguici su Facebook