“Favorisca i sentimenti”, Claudio Gentile presenta il suo libro a Dasà

Il giovane scrittore traccia un excursus che spazia dai rapporti umani alle tradizioni religiose fino a toccare i temi della politica e della scuola e la loro percezione tra i giovani

Il giovane scrittore traccia un excursus che spazia dai rapporti umani alle tradizioni religiose fino a toccare i temi della politica e della scuola e la loro percezione tra i giovani

Informazione pubblicitaria
La presentazione del libro di Gentile
Informazione pubblicitaria

Un clima disteso e cordiale ha accompagnato nei giorni scorsi, a Dasà, la presentazione del volume di Claudio GentileFavorisca i sentimenti”. L’evento, organizzato da amministrazione comunale, Associazione culturale dasaese e Sistema bibliotecario vibonese, ha visto tra i relatori il sindaco Raffaele Scaturchio, il presidente dell’associazione culturale Francesco Romanò e, per il Sbv, Emilio Floriani. Proprio quest’ultimo ha aperto l’incontro parlando dell’autore «come una persona da sempre attiva sul sociale» e rimarcando «la collaborazione offerta per la creazione della biblioteca comunale». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco che ha elogiato l’autore in particolare «per l’impegno a sfondo sanitario e per la stretta collaborazione con l’Amministrazione che ha permesso varie attività per il bene comune del paese». Ad introdurre l’intervento dell’autore è stato, poi, Romanò il quale si è soffermato anche su alcune tematiche del libro, spiegando come «la chiarezza su alcuni temi etici sia da apprezzare come base per meglio capire alcuni meccanismi e metodi giovanili». A scompigliare le carte ci ha pensato l’autore Claudio Gentile che dopo i saluti e ringraziamenti ha proposto, coinvolgendo attivamente il pubblico, come si legge in un resoconto, «alcune riflessioni ironiche in un discorso incentrato su famiglia, chiesa e politica. Sulla famiglia l’autore, citando il papa buono, ha invitato i presenti a non aspettare i momenti tristi per dirsi cose belle e romantiche invitando un marito e un fidanzato a dire alle loro donne pubblicamente  “ti amo”. A riconoscere pregi ed impegno delle persone quando sono ancora in vita e post morte (citando come esempio concreto il premio locale dato a Pasqua al diacono Antonio Tripodi)». Un pensiero è stato poi dedicato «a chi è orfano di una delle due figure genitoriali (apprezzando il coraggio di ricominciare) e alle donne (invitate a camminare come segno di libertà, scelta consapevole e matura da “persone” prima che donne sole, per un piccolo tratto di strada mentre si congiungono al marito in chiesa nel giorno del loro matrimonio)». Ha strappato risate tra il pubblico anche il secondo tema, quello della Chiesa, nel quale in evidenza sono state messe «le processioni e il loro vero significato, visto che spesso tutto si fa durante le stesse fuorché pregare. Più seri invece, pur sempre trattati con ironia, i ragionamenti su politica e scuola. A seguire il dibattito, sempre caratterizzato da un clima allegro e gioioso e alcune proposte per il paese. Una serata che tra risate e dialoghi porta in dote a Dasá un’importante momento di confronto comunitario da cui ripartire per migliorare la propria cittadina».

Informazione pubblicitaria