Successo a Tropea per il Raduno dei ministranti

All’evento, dal titolo “Sui passi di don Mottola…testimone dell’Invisibile!”, hanno partecipato i ragazzi della diocesi che svolgono nelle parrocchie il servizio d’altare

All’evento, dal titolo “Sui passi di don Mottola…testimone dell’Invisibile!”, hanno partecipato i ragazzi della diocesi che svolgono nelle parrocchie il servizio d’altare

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Divertimento, salutare vita comunitaria, preghiera e momenti d’animazione. Il tutto, avendo al contempo l’opportunità di conoscere e apprezzare luoghi, particolari, ambiti e sfaccettature della vita e dell’operato di don Francesco Mottola, il sacerdote di Tropea prossimo ad essere elevato all’onore degli altari. Questi, in breve, i tratti e gli aspetti più significativi del tradizionale “Raduno dei ministranti”, quest’anno proposto dall’Ufficio pastorale per le vocazioni della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, guidato da don Francesco Sicari, nella rinomata località balneare del Vibonese. All’evento, dal titolo “Sui passi di don Mottola…testimone dell’Invisibile!”, hanno partecipato decine di ragazzi della diocesi che settimanalmente svolgono nelle loro parrocchie l’importante servizio d’altare.

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Il Raduno dei Ministranti, inserito nell’occasione nel Giubileo indetto in diocesi per i 50 anni della morte del venerabile sacerdote tropeano, ha preso il via in mattinata con dei momenti di animazione proposti da gruppo Scout “Tropea 1” e con la successiva visita guidata nella casa natale di don Mottola, nella Casa della carità, da lui fondata, e nella concattedrale. Debitamente preparati, i ragazzi hanno quindi partecipato in chiesa alla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luigi Renzo, per poi trasferirsi con gli accompagnatori nella vicina Sant’Angelo di Drapia per la consumazione del pranzo a sacco e per partecipare alla caccia al tesoro, curata dal gruppo Gem di Mesiano e quest’anno vinta dalla parrocchia “Santa Maria Assunta-San Nicola” della cattedrale di Mileto, insignita dagli organizzatori dell’ambita “Campana del ministrante”. Nella messa, il presule, dopo aver ringraziato i ministranti per la loro presenza, ha ricordato l’amore e l’affetto che don Mottola nutriva per i giovani. Un modello per tutti, da imitare nel quotidiano, “aspirando alla santità e impegnandoci giorno per giorno a fare il proprio dovere”.