Limbadi, una stele in memoria del venerabile don Mottola

Omaggio del Movimento cristiano lavoratori al fondatore della Casa di carità. Per l’evento, giunto da Milano anche il pittore Francesco Magli, in gioventù ospite della struttura limbadese

Omaggio del Movimento cristiano lavoratori al fondatore della Casa di carità. Per l’evento, giunto da Milano anche il pittore Francesco Magli, in gioventù ospite della struttura limbadese

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È stata svelata, a Limbadi, la stele elevata dal Movimento cristiano lavoratori in memoria del venerabile don Francesco Mottola, di cui è in corso l’anno giubilare. L’apposita cerimonia si è svolta nei giorni scorsi alla presenza, tra gli altri, del commissario prefettizio Francesco Battaglia, che insieme ai colleghi Alessandra Camporota e Emma Caprino sta attualmente gestendo il Comune, del presidente Mcl Giuseppina Fuscà, del componente del direttivo dello stesso ente, Salvatore Crupi, del presidente della locale Proloco, Mimmo Barbaro, e del pittore Francesco Magli, ospite nell’infanzia della Casa di carità fondata da don Mottola a Limbadi, e giunto appositamente in Calabria da Milano, dove vive da tempo, per partecipare alla cerimonia. 

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Davanti a un nutrito numero di cittadini e di fedeli, a benedire il monumento elevato in onore del sacerdote di Tropea, prossimo ad essere elevato all’onore degli altari, è stato il parroco don Ottavio Scrugli. Nel suo intervento, il commissario Battaglia ha posto l’accento sulla laboriosità e l’impegno civile che contraddistinguono la comunità di Limbadi. Crupi, dal canto suo, ha invece focalizzato l’attenzione sui valori cristiani, l’eredità morale e la lungimiranza del pensiero mottoliano, ispirato tutto alla dottrina sociale della chiesa cattolica. Tra gli interventi, anche quello dell’“Oblata del Sacro Cuore di Gesù”, nonché attuale direttrice della Casa di carità, Rita Sgrò, la quale ha messo in evidenza la vicinanza che, dal momento della fondazione, la cittadinanza locale ha dimostrato e continua ad attestare nei confronti di una struttura complessa, sia dal punto di vista della conduzione e sia per quanto riguarda le esigenze quotidiane. La manifestazione si è conclusa con una visita ed una saluto agli ospiti della struttura assistenziale e alle “oblate” che sulla scia di don Mottola la conducono.