venerdì,Giugno 14 2024

Il Festival Leggere&Scrivere omaggia lo scrittore Pier Paolo Pasolini a cento anni dalla nascita

La figura dello scrittore e registra al centro di un dialogo con Giap Parini, sociologo e docente ordinario dell’Unical e Olimpia Affuso, ricercatrice di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università della Calabria

Il Festival Leggere&Scrivere omaggia lo scrittore Pier Paolo Pasolini a cento anni dalla nascita

Un omaggio ad uno dei più grandi intellettuali italiani a cento anni dalla nascita. Anche il Festival Leggere&Scrivere ha voluto ricordare Pier Paolo Pasolini, scrittore, regista, attore. Artista globale che ha segnato la cultura contemporanea italiana, del quale hanno parlato questa mattina Giap Parini, sociologo e docente ordinario dell’Unical, insieme ad Olimpia Affuso, ricercatrice di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Unical. [Continua in basso]

Parini ha affrontato i temi caratterizzanti dell’opera pasoliniana, partendo dalla concezione di una “letteratura capace di dare forma al mondo”. «Nella poesia di Pasolini – ha evidenziato il professore – vi è una carica di impegno civile che è la cifra stilistica dell’autore, uno sforzo poetico ma anche di conoscenza secondo cui non vi può essere progresso se qualcuno viene lasciato indietro». Dalla poesia ai saggi, fino alla famosa metafora della scomparsa delle lucciole, «un modo per dire che qualcosa si è perso, che un intero mondo, come poteva esserlo quello agricolo, semplice, è andato perduto».

Nel corso dell’incontro si è parlato anche degli Scritti corsari: «Pasolini ha offerto tutto se stesso alla società dell’epoca, anche il suo corpo. Quel mondo lo ha sempre voluto vivere intensamente. Era una persona tra le persone, che cercava nel sorriso degli ultimi l’unico bagliore di speranza verso un futuro diverso». Un affresco dell’autore che è stato anche un affresco della società dell’epoca, degli anni ’60. Un viaggio attraverso le opere non solo letterarie ma pure cinematografiche, artistiche in senso lato, come ha avuto modo di ricordare la Affuso durante il suo intervento. Un incontro particolarmente apprezzato, grazie al quale il Festival letterario vibonese ha potuto rendere omaggio al grande PPP.

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