Lo Zibibbo di Pizzo è presidio Slow Food

L’associazione internazionale e il Comune sottoscrivono un accordo per salvare e valorizzare la particolare varietà di uva bianca. L’iniziativa verrà presentata al Salone del gusto di Torino

L’associazione internazionale e il Comune sottoscrivono un accordo per salvare e valorizzare la particolare varietà di uva bianca. L’iniziativa verrà presentata al Salone del gusto di Torino

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Slow food e Comune di Pizzo insieme per salvare e valorizzare lo Zibibbo, l’uva bianca, da tavola e da vino, che cresce solo sui terrazzamenti assolati esposti alla brezza marina. Una rarità ormai, che ha nel territorio di Pizzo uno degli ultimi luoghi di produzione. Per salvaguardare questa risorsa, l’Amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Callipo ha stretto un accordo con Slow food, l’associazione internazionale no profit impegnata a difesa delle produzioni alimentari di qualità nel rispetto dell’ambiente, per la creazione di un presidio napitino per lo Zibibbo.

Informazione pubblicitaria

Un lavoro di preparazione durato circa un anno, curato dall’assessore alla Cultura Cristina Mazzei, che negli ultimi mesi ha tenuto i contatti e coordinato la costituzione del presidio Slow food Zibibbo di Pizzo, del quale fanno già parte i piccoli agricoltori locali che possono vantare la presenza di questa vite sui propri appezzamenti. Il nuovo presidio, che è già operativo, sarà presentato ufficialmente domani, venerdì 23 settembre, al Salone del gusto di Torino, nello stand della Calabria (Piazza Castello, ore 19), alla presenza dell’assessore regionale alla Pianificazione territoriale, Franco Rossi.

Pizzo riscopre l’identità mediterranea con lo Sciabaca Festival

«Siamo molto orgogliosi di aver promosso e finanziato la nascita di questo nuovo presidio calabrese di Slow food, dedicato alla tutela dello Zibibbo – ha spiegato Callipo -. L’obiettivo non è solo culturale, ma anche legato allo sviluppo di una filiera di produzione e vendita. Slow food ha già mandato i suoi agronomi che hanno incontrato i piccoli agricoltori che coltivano questa vite. Insieme, si elaboreranno protocolli per tutelare le biodiversità e indirizzare la produzione verso alti standard di qualità».

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale Antonio Gaglioti, tra i principali promotori dell’iniziativa. «Il problema maggiore che ostacola la salvaguardia di questa qualità d’uva – spiega – è che si tratta di un prodotto di nicchia, più costoso di quelli che possiamo trovare in qualunque supermercato. Per essere competitivi, dunque, c’è bisogno di uno sbocco di mercato che Slow food può garantire attraverso i suoi canali».

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore Mazzei, che ha annunciato un nuovo appuntamento. «Valorizzare lo Zibibbo significa difendere la cultura e l’identità napitina – spiega -. Ecco perché, dopo il debutto di domani al Salone del gusto di Torino, il nuovo presidio Slow food sarà presentato ufficialmente anche a Pizzo, in una manifestazione che si terrà domenica 2 ottobre. In quell’occasione illustreremo il lavoro svolto in questi mesi e cercheremo di incentivare nuove adesioni, al fine di estendere quanto più possibile la tutela di questo prodotto della nostra terra».

Un marchio Igp per la ‘nduja di Spilinga, Mirabello ci crede