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Vibo, il “Capialbi” celebra la Notte europea dei Musei: tra le novità «il ritorno del dio»

I visitatori, dopo decenni, potranno ammirare la scultura romana raffigurante Zeus nonché tutte le meraviglie archeologiche custodite nel castello. Apertura straordinaria anche per il Museo di Mileto

Vibo, il “Capialbi” celebra la Notte europea dei Musei: tra le novità «il ritorno del dio»

In occasione della Notte europea dei Musei, grazie all’apertura straordinaria del laboratorio di restauro, al “Capialbi” di Vibo Valentia tornerà ad essere visibile al pubblico, dopo decenni, una scultura raffigurante con ogni probabilità il dio degli dei, Zeus. L’opera venne alla luce durante scavi presso una villa marittima di Santa Venere ed è considerata un capolavoro della scultura romana di età antonina (dall’anno 138 al 180). Il Museo archeologico di Vibo Valentia con i suoi tesori sarà dunque visitabile il 18 maggio dalle 20.00 alle 23.00 in maniera del tutto straordinaria. Il costo simbolico per l’accesso è di 1 euro.

La notte europea dei musei

La “Notte europea dei musei” è una iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dall’Icom (Comitato nazionale che rappresenta i musei e i suoi operatori), che si svolge in contemporanea in tutta Europa con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea.

Al “Capialbi”, sito nel castello normanno svevo di Vibo, i visitatori potranno ammirare non solo Zeus ma anche i tanti reperti di pregio che custodisce. Il Museo infatti, ospita una ricca collezione numismatica, il cosiddetto Monetiere Capialbi, la prestigiosa laminetta aurea, il busto di Agrippa e l’opera in basanite di età Claudia. Suggestiva, la “sala delle armi” con esposizione di elmi e scudi provenienti dalle campagne archeologiche che hanno interessato la parte alta della città.

La crescita del Museo di Vibo

Il busto in basanite

Il “Capialbi” di Vibo è stato recentemente destinatario di un cospicuo finanziamento dal Ministero della Cultura. I fondi, 1,5 milioni, verranno destinati all’allestimento, rifunzionalizzazione e restauro del polo culturale. «In questi anni – scrive sui social la direzione del Museo – abbiamo operato per recuperare il tempo perduto durante il Covid e non solo, per ricucire il legame identitario con la nostra città, con il nostro territorio, per tornare ad essere il Museo di tutti. Grazie alla collaborazione di tante scuole, enti e istituti di ricerca, associazioni, abbiamo accolto migliaia di bambini e ragazzi cui abbiamo proposto didattiche innovative per la conoscenza del patrimonio culturale, abbiamo realizzato restauri, avviato ricerche, realizzato mostre con opere mai esposte prima, raccontato al pubblico delle nostre conferenze il meraviglioso patrimonio archeologico vibonese». In questo modo «siamo tornati ad essere il punto di riferimento della città rispetto ai flussi turistici, specialmente stranieri, e grazie all’impegno di tutto il personale il nostro Museo è ritornato così tra i grandi siti culturali della Regione, con 21.000 visitatori nel 2023 (+ 80% rispetto al 2022), con servizi educativi efficienti e bigliettazione online».

Apertura straordinaria anche per il Museo di Mileto

L’apertura straordinaria del 18 maggio (ore 20.00/23.00) coinvolge anche il Museo di Mileto. «Sono ritornati finalmente a casa i nostri preziosi tesori della scultura gotica calabrese. In occasione della “Notte europea”», si legge sulla pagina social, sarà possibile «riscoprire i monumenti funerari del XIV secolo provenienti dall’antica Mileto. Per lo speciale appuntamento saranno proposti dei percorsi tematici specifici da parte del personale del museo». Ospitato all’interno del palazzo vescovile, il Museo di Mileto è adiacente alla Cattedrale neoromanica di Santa Maria Assunta, basilica pontificia minore dal 2016. Il sito conserva al suo interno una preziosa collezione di marmi antichi e medievali, ceramiche, arredi sacri e dipinti che raccontano la storia della città vecchia di Mileto, distrutta e abbandonata in conseguenza del tragico e distruttivo terremoto del 1783. Il percorso museale abbraccia un vasto arco temporale che va dall’età bizantina al XIX secolo ed è suddiviso su due piani.

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