Rudere in vendita a Vibo, Solano: «Area non soggetta a vincoli, procedure cristalline»

Il presidente della Provincia risponde alle obiezioni dell’archeologa Anna Rotella e lancia la proposta: «Lo acquisti il ministero e ne valorizzi il potenziale storico-archeologico»
Il presidente della Provincia risponde alle obiezioni dell’archeologa Anna Rotella e lancia la proposta: «Lo acquisti il ministero e ne valorizzi il potenziale storico-archeologico»
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

«Ritengo che i termini della procedura siano talmente chiari da non lasciare spazio a dubbi né ai timori che dietro di essa si possa nascondere una speculazione edilizia o di altra natura. Voglio quindi rassicurare chi invoca chiarezza: la vendita dell’immobile è improntata alla massima trasparenza possibile». Il presidente della Provincia Salvatore Solano interviene dopo le riserve avanzate dall’archeologa Anna Rotella rispetto all’asta indetta dall’ente intermedio per la vendita di un compendio immobiliare sito in località Scrimbia, a ridosso dell’acquedotto “Tiro a segno” di Vibo e della storica villa Gagliardi.

Un rudere dismesso, antecedente al 1967, con annesso un terreno, per una superficie complessiva di 9.360 metri quadri che, a detta della stessa Rotella, si trova nel cuore di un “sistema legato al sacro greco” e che certamente merita di essere indagato approfonditamente. «L’area – spiega tuttavia Solano -, benché in un contesto di grande valore culturale, non è soggetta ad alcun vincolo archeologico e, per di più, nel Piano regolatore generale del Comune di Vibo Valentia, la sua destinazione è a “zona a verde naturale e attrezzata”. Va da sé che l’Ente non può imporre alcun vincolo specifico sulla futura destinazione d’uso ma, allo stesso modo, chi subentrerà nella proprietà non potrà stravolgerne le caratteristiche». [Continua]

Informazione pubblicitaria
Il presidente della Provincia Solano

Quindi l’ulteriore precisazione: «da parte della Provincia vi è la volontà di cedere un bene, al pari di altri nella sua disponibilità, che non presenta un’utilità specifica. È precisa scelta di questa Amministrazione fin dal suo insediamento, infatti, segnare una netta discontinuità con il passato e ragionare in termini economicamente vantaggiosi, tagliando sprechi e inefficienze e ottimizzando il patrimonio disponibile».

Infine la proposta di una possibile via d’uscita dall’impasse: «Comprendo le preoccupazioni relative al patrimonio storico della città ed auspico che su di esso si possano maggiormente concentrare anche le attenzioni degli enti preposti alla tutela dei beni culturali, magari facendo adesso quello che in tanti anni è stato trascurato di fare. L’asta è aperta a tutti i soggetti – spiega Solano -, siano essi pubblici o privati, lo stesso ministero quindi potrebbe farsi avanti ed acquisire il rudere al proprio patrimonio valorizzandone debitamente il potenziale. Sarebbe davvero un bel segnale di vicinanza alla nostra città e al suo immenso patrimonio culturale».