Scultura in bronzo affiora dal Lago Angitola, recuperata dai vigili del fuoco (FOTO)

Ad accorgersi della statua è stato Vito Ruscio di Monterosso Calabro. Verrà custodita dai carabinieri di Maierato in attesa di capirne la provenienza

Ad accorgersi della statua è stato Vito Ruscio di Monterosso Calabro. Verrà custodita dai carabinieri di Maierato in attesa di capirne la provenienza

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La scultura ritrovata all'Angitola
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di ANDREA FERA                                                                                                Saranno gli esami degli esperti a stabilire l’esatta datazione della statua (e se di datazione si può parlare) raffiorata oggi e recuperata dai vigili del fuoco nel Lago Angitola. Da un primissimo esame non sembra un’opera in serie ricavata da un calco, ma una scultura ben definita e dall’anatomia ricercata. Solo ulteriori verifiche potranno in ogni caso dare risposte certe e definitive. Sul basamento della statua è presente la firma “A.P.”.

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Ad accorgersi nel pomeriggio della statua che affiorava a pelo d’acqua è stato il 47enne di Monterosso, Vito Ruscio, che stava ammirando la fauna locale. La statua è stata riportata in superficie dai vigili del fuoco di Vibo Valentia ed in particolare dal gruppo Speleo alpino fluviale. Un recupero quindi avvenuto con tecniche fluvio-alluvionali.

A parere dello scultore di Monterosso Calabro, Giuseppe Farina (autore di numerose opere in bronzo e restauratore del Cristo risorto di Pericle Fazzini, presente nella sala Nervi e chiamato da papa Benedetto XVI) la statua ritrovata è di buona fattura e probabilmente qualcuno si è voluto disfare dell’opera gettandola nel lago.

Solo le dita delle mani sembrerebbero di fattura artisticamente inferiore. In ogni caso i carabinieri della Stazione di Maierato, che hanno preso la statua in custodia, hanno già avviato le indagini per capire se si tratta di un’opera trafugata, di valore o meno. Esami più approfonditi stabiliranno se ci si trova dinanzi ad un’opera di pregio o meno.