Torna fruibile il Castello di Bivona, visita guidata e concerto per la riapertura

Dopo l’operazione di pulizia che ha interessato l’antico maniero, domani sarà possibile visitare il sito grazie al tour guidato dall’archeologa Mariangela Preta
Dopo l’operazione di pulizia che ha interessato l’antico maniero, domani sarà possibile visitare il sito grazie al tour guidato dall’archeologa Mariangela Preta
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«Dopo che alcuni volontari guidati dall’archeologa MariangelaPreta hanno effettuato un lavoro di pulizia, il castello di Bivona – il sito, ricordiamo, fa parte del Parco Archeologico urbano “Hipponion-Valentia”, che ci si augura che al più presto sia finalmente consegnato e dato in gestione per renderlo pubblico – torna fruibile ed aperto ai visitatori». Lo si apprende da un comunicato stampa nel quale si aggiunge che da domani, sabato 25 luglio, «sarà possibile visitarlo ed ammirarlo nella sua suggestione, grazie ad una passeggiata archeologica organizzata dall’amministrazione comunale. Il sito verrà illustrato dall’archeologa Mariangela Preta. Alla fine del tour archeologico ci sarà un concerto offerto dall’Associazione “Incontri Musicali degli Dei” presieduta da Maurizio Bonanno durante il quale si esibiranno musicisti di alto spessore quali il violinista Manuel Arlia, già componente dell’orchestra Luigi Cherubini fondata dal maestro Riccardo Muti con cui ha fatto tournèe in tutto il mondo, ed il violoncellista Francesco Valenzise attivo in formazioni da camera e orchestra in Italia e all’estero».

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Il poderoso apparato difensivo, eretto sul luogo di una villa romana e nei pressi di una presumibile area sacra, fu eretto a presidio di un porto già esistente nel III sec. a.C., testimoniando l’importanza strategica del sito, legata al controllo dello scambio marittimo e dei suoi traffici. L’impianto, da assegnare al periodo angioino, ma che le fonti dicono realizzato nel 1442, include all’interno del perimetro un donjon riferibile ad un periodo molto più antico. Alla metà del ‘500, i Pignatelli vi impiantano all’interno uno stabilimento per la lavorazione della canna da zucchero, impianto dismesso nel 1680 dopo aver apportato alcune modifiche strutturali. Il castello venne lentamente abbandonato, al punto che il Bisogni nel 1819 lo descrive in rovina. L’area abbandonata, da qualche anno è stata completamente ripulita e resa fruibile, poiché l’incuria e l’abbandono lo avevano totalmente reso inaccessibile, avvolto da una fitta rete di rovi.