venerdì,Maggio 14 2021

«Riaprite i musei», Cultura e Identità appoggia la campagna nazionale

L'associazione guidata in Calabria da Pasquale La Gamba appoggia l'iniziativa promossa in Italia e sostenuta da Vittorio Sgarbi

«Riaprite i musei», Cultura e Identità appoggia la campagna nazionale
La campagna di Cultura e Identità per la riapertura del musei in Calabria

Riaprite i musei. Centinaia di iscritti all’associazione CulturaIdentità si sono recati in questi giorni davanti a decine di musei italiani chiusi a causa delle misure restrittive imposte dal governo per fronteggiare il Covid-19, per scattarsi un selfie con un motto chiaro che sta animando la protesta: “Il contagio della cultura non uccide. #riapriteimusei”.

«La cultura – scrive il responsabile dell’associazione Pasquale La Gamba – non è una scomoda eccezione ma un atto vitale per la società che edifica la maturità civile. Una battaglia quella di CulturaIdentità che prosegue idealmente quella solitaria e tenace dell’onorevole Vittorio Sgarbi alla Camera dei deputati contro la mortificazione dei musei e l’umiliazione della cultura imposti dall’attuale esecutivo».

«I musei innanzitutto assolvono alla funzione di conservare e tramandare le memorie migliori della nostra civiltà, sono un giacimento di senso e di identità, soprattutto di identità per quelle singolari patrie, borghi, paesi, e città che formano l’Italia», scrive nel suo editoriale il vicepresidente di CulturaIdentità, il critico d’arte Angelo Crespi, aggiungendo: «Hanno inoltre un’importante funzione sociale, contribuendo alla salute psicologica e spirituale degli individui, allo sviluppo delle qualità cognitive e della sensibilità umana».

Per tutti questi motivi «crediamo giusto – aggiunge la nota – che essi vengano riaperti subito superato il periodo delle feste natalizie, quando un nuovo Dpcm tornerà a disciplinare la vita degli italiani».

CulturaIdentità ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione che vada a sostegno di queste istituzioni e riporti all’attenzione del ministro della Cultura Dario Franceschini e del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i temi peraltro già contenuti in un appello promosso un mese fa dal direttore del museo del Novecento di Firenze, Sergio Risaliti, e firmato da 100 operatori del settore tra direttori di musei, critici e storici dell’arte, curatori, artisti, collezionisti, galleristi.

«Un appello andato a vuoto – prosegue l’associazione – nonostante i musei siano luoghi pubblici attrezzati e presidiati, che hanno garantito l’accessibilità e il distanziamento nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria con contagi uguali a zero. In questi mesi invece purtroppo abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso. La chiusura imposta non solo mette a repentaglio il sistema musei e più in generale il sistema della cultura italiana, ma ferisce il nostro stesso senso di appartenenza, il nostro senso di comunità».

«La cultura è stata vilipesa dalla politica – conclude la nota – i partiti al governo usano il tema della cultura solo per mascherare il proprio fallimento, si appellano all’arte e alla bellezza dicendole strategiche, ma in verità nei fatti ne sottostimano il valore e il potenziale. Basti dire che anche nel cosiddetto recovery fund, la cultura (con il turismo) è la voce più piccola, appena 3,1 miliardi di euro, sui 196 che riceveremo, mentre per fare un esempio “alla parità di genere” vengono destinati 4,2 miliardi di euro».

Articoli correlati

top