Presepe vivente a Favelloni, rivive il paese danneggiato dal terremoto

Le attività natalizie nella frazione di Cessaniti si sono concluse con l’arrivo della Befana. Soddisfatto il parroco don Andrea

Le attività natalizie nella frazione di Cessaniti si sono concluse con l’arrivo della Befana. Soddisfatto il parroco don Andrea

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Favelloni, presepe vivente
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Un periodo natalizio intenso quello vissuto dalla comunità di Favelloni. La frazione di Cessaniti, infatti, ha concluso nella giornata di ieri le attività legate al Natale con l’arrivo della Befana. Bilancio positivo per un ciclo di iniziative che ha visto in prima fila gli abitanti e la parrocchia “San Filippo”, guidata dal parroco don Andrea Campennì. Tra le manifestazioni più intese, quelle legate al Presepe vivente predisposto in due differenti date. Nello specifico, i parrocchiani si sono adoperati per la perfetta riuscita della sacra rappresentazione grazie alla quale i visitatori hanno potuto apprezzare Favelloni antica, gravemente danneggiata dal terremoto del 1905.

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L’evento, nel coinvolgere grandi e piccini, ha rinsaldato i legami con la storia locale. Suggestive, le varie location proposte: il censimento, la casa di Erode, gli antichi mestieri come il fabbro e il falegname, la locanda, la cartomante, il forno. Fulcro dell’insieme di scene, la Natività. Altrettanto apprezzate, le degustazioni di prodotti e dolci tipici, e la musica dei maestri zampognari.

L’ottima immagine del paese, ha inorgoglito i promotori: «Ringrazio di cuore quanti si sono adoperati per la creazione degli eventi, nonché per la realizzazione dei presepi – ha commentato don Andrea aggiungendo – sono state occasioni per sperimentare la bellezza del condividere e imposteremo il nostro cammino di fede nel 2018 partendo da queste basi».

Ancora commenti positivi da parte del sindaco Francesco Mazzeo che, nel ribadire la vicinanza dell’amministrazione comunale nei confronti di iniziative in grado di valorizzare i piccoli centri, ha sostenuto: “Il ritorno del Presepe vivente di Favelloni non può che essere accolto positivamente perché la memoria di una comunità si misura anche dall’impegno nel riportare alla luce le antiche tradizioni. Merito di tutto questo va a don Andrea – ha aggiunto – che ha saputo brillantemente inserirsi e porsi alla guida di un gruppo di giovani entusiasti delle iniziative in corso”.

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