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La manifestazione, che si terrà a Firenze, è volta a promuovere un approccio pedagogico che coniuga servizio e apprendimento e favorisca la maturazione di competenze disciplinari e di cittadinanza

Gli alunni dell'Ic di Rombiolo-San Calogero
Cultura

L’Istituto comprensivo di Rombiolo, diretto dalla professoressa Maria Gramendola, si è qualificato alla finalissima delle Olimpiadi del Service Learning  in calendario a Firenze dal 6 all’8 marzo. La manifestazione è stata organizzata dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Miur, al fine di promuovere la diffusione di un approccio pedagogico che coniuga servizio e apprendimento, potenzia situazioni didattiche che favoriscono la maturazione di competenze disciplinari, trasversali e di cittadinanza.

«Un bel traguardo per l’Istituto di Rombiolo - si legge in una nota - vista la ristretta cerchia di scuole italiane selezionate per la sessione conclusiva  in Toscana; si tratta di un riconoscimento giunto al termine di un percorso ritenuto di alta qualità dai promotori dell’iniziativa. Il progetto Murales “Arrivare dritto al cuore con la forza del colore”, ha visto gli alunni della scuola secondaria di San Calogero protagonisti di attività creative che hanno reso allegre, colorate e comunicative le pareti della scuola». 

E ancora «un servizio-bisogno con una ricaduta pratica e il raggiungimento di un obiettivo concreto. Come nella prassi corretta del Service Learning, infatti,  gli studenti sono partiti dall’esigenza concreta di vivere la loro esperienza educativa in un ambiente più accogliente. I luoghi della scuola, scale, corridoi, pareti sono stati oggetto di un intervento mirato, con il risultato dell’esplosione dei colori dei murales acrilici-decorativi. Lo spunto artistico della corrente dei Fauves è stato uno stimolo importante, seguito con attenzione dalla referente del progetto Service Learning, la professoressa Loredana Gallo che ha coordinato un lavoro multidisciplinare e di staff». 

Partendo dal dipinto “La gioia di vivere” di Henri Matisse, si è passati alla messa in campo di un impegno di squadra, anche con il contributo di alunni stranieri. Diversi i traguardi di competenza raggiunti: sviluppare la dimensione estetica e critica come stimolo a migliorare la vita, esprimere le proprie potenzialità attraverso il disegno, la pittura e altre attività manipolative, interiorizzare i valori della cooperazione, dell’impegno e del rispetto di un bene comune, riuscire a valorizzare, diffondere e promuovere attraverso una comunicazione mirata quanto realizzato. Una sequenza di azioni positive utili a far recuperare il senso del bello ad un bene comune (la scuola) da parte della collettività, impreziosita ora dalla fase finale in calendario a Firenze dove arriveranno scuole provenienti da tutta Italia.